Fino a gennaio 2027, tredici ristoranti e osterie del territorio proporranno menu dedicati alla specialità locale. Un viaggio tra sapori antichi, memoria gastronomica e promozione turistica.
A Todi torna protagonista la Palomba alla Ghiotta, il piatto simbolo della tradizione gastronomica tuderte, con una rassegna enogastronomica che accompagnerà il territorio fino alla fine di gennaio 2027. Oltre 40 serate in programma nell’arco di tre mesi offriranno l’occasione per riscoprire una ricetta che affonda le proprie radici nella storia locale e che continua a rappresentare un elemento distintivo dell’identità culturale della città.
La manifestazione nasce per valorizzare un patrimonio di sapori e conoscenze tramandato di generazione in generazione, le cui testimonianze sono documentate anche nell’Archivio storico comunale fin dal Seicento. Una tradizione legata alla stagione autunnale e invernale, al periodo della caccia al colombaccio e alle consuetudini conviviali che per secoli hanno accompagnato la vita delle famiglie tuderti.
Organizzata dal Comune di Todi con il supporto di Valter Nilo Ciucci, promotore del progetto Transameria, la rassegna coinvolge le Condotte Slow Food Media Valle del Tevere e Terre dell’Umbria Meridionale, in collaborazione con Slow Food Umbria, insieme ai ristoranti e alle osterie del territorio.
Tredici ristoranti per riscoprire la ricetta della tradizione
Saranno tredici i ristoranti tuderti che parteciperanno all’iniziativa, proponendo menu personalizzati nei quali la Palomba alla Ghiotta resterà il piatto centrale. Le interpretazioni spazieranno dalle versioni più fedeli alla tradizione alle varianti meno conosciute, con qualche proposta capace di introdurre elementi di innovazione senza perdere il legame con la ricetta originaria.
La formula punta a rendere la partecipazione accessibile e a favorire la scoperta delle diverse interpretazioni della specialità. Il prezzo è fissato a 35 euro a persona, bevande comprese, con prenotazione obbligatoria entro i due giorni precedenti alla cena, così da consentire ai ristoratori di organizzare una preparazione che richiede tempo e attenzione.
Un requisito fondamentale riguarda l’utilizzo di materie prime e prodotti locali, in un percorso che intende valorizzare non soltanto il lavoro della ristorazione, ma anche il legame tra cucina, territorio e filiere produttive.
A rendere ancora più coinvolgente la rassegna sarà il passaporto del gastronauta: i partecipanti potranno raccogliere i timbri dei ristoranti visitati e delle cene a cui avranno preso parte. Al termine della manifestazione saranno premiati coloro che avranno partecipato al maggior numero di appuntamenti, trasformando la degustazione in una sorta di itinerario gastronomico alla scoperta delle diverse interpretazioni della Palomba alla Ghiotta.
Una storia che attraversa i secoli
La Palomba alla Ghiotta, conosciuta anche come Palomba alla Todina, è una preparazione complessa, tradizionalmente legata alla stagione fredda e al periodo della festa di San Fortunato, patrono di Todi, che si celebra il 14 ottobre.
La ricetta si basa sul colombaccio, accompagnato da ingredienti che ne esaltano il sapore: vino rosso, olive nere, aglio, salvia, rosmarino, olio extravergine d’oliva e scorza di limone. A seconda delle varianti, possono entrare nella preparazione anche prosciutto crudo, aceto e capperi.
Il tratto distintivo è la ghiotta, la salsa che dà il nome al piatto. Nella versione tradizionale, le parti di scarto del volatile vengono cotte a lungo e successivamente tritate, dando origine a un condimento saporito che accompagna la carne, preparata allo spiedo o in teglia.
Una lavorazione articolata, fatta di tempi lunghi e gesti precisi, che racconta un modo di intendere la cucina come espressione della cultura contadina e della capacità di valorizzare ogni ingrediente.
Non si tratta soltanto di una ricetta da riproporre, ma di un sapere che conserva la memoria delle stagioni, delle consuetudini familiari e delle occasioni in cui il cibo diventava un momento di condivisione.
Tradizione gastronomica e attrattività turistica
La rassegna si inserisce in una strategia di valorizzazione della cultura alimentare locale, riconoscendo alla cucina tradizionale un ruolo importante nella promozione turistica di Todi e del territorio circostante.
«L’iniziativa – sottolinea il vicesindaco di Todi Claudio Ranchicchio – vuole essere il riconoscimento di una cultura alimentare antica, che merita di essere preservata e condivisa, anche in termini di attrattiva turistica, dando ai visitatori l’occasione per sedersi insieme a tavola, rallentare il tempo e lasciarsi avvolgere dai sapori autentici dell’Umbria».
Le oltre 40 serate in calendario saranno quindi un’occasione per cittadini e visitatori di confrontare le diverse interpretazioni del piatto, mantenendo viva una consuetudine che attraversa le generazioni.
E mentre i ristoranti si preparano a proporre le proprie versioni, non mancherà il tradizionale confronto tra gli appassionati: quale sarà la Palomba alla Ghiotta più buona? Una domanda che a Todi alimenta da tempo discussioni e preferenze personali e che, anche quest’anno, troverà spazio attorno alle tavole della città.
Perché, al di là delle varianti e dei segreti custoditi da ogni cucina, la Palomba alla Ghiotta rimane soprattutto una storia di territorio, memoria e convivialità.
