Migration, Carlo Rocchi Bilancini espone a New York

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Il prossimo 28 Febbraio 2018 sarà inaugurata, presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, Migration, una mostra personale del fotografo d’arte Carlo Rocchi Bilancini a cura di Carol Borelli che sarà visitabile fino al prossimo 23 Marzo.

Rocchi Bilancini ha sempre avuto affinità con le qualità misteriose e trasformative dell’acqua. Ma, dal suo precedente focus sui caratteri individuali dei soggetti, in questa mostra Rocchi Bilancini ci parla di memoria e perdita, due cose che i migranti portano sempre con sé, indipendentemente dal peso.

In trentaquattro immagini a colori meravigliosamente ammalianti, Bilancini esplora cosa significa lasciare qualcosa dietro. In tal modo, egli fa riferimento non solo alla migrazione storica dei suoi connazionali italiani negli Stati Uniti, ma anche all’attuale situazione dei profughi in Europa e altrove. “Sono ispirato dalle difficoltà affrontate da coloro che sono stati costretti a lasciare i loro beni e le persone amate per intraprendere un arduo viaggio- afferma l’artista -. In questo lavoro, l’acqua è l’elemento in cui un’identità si dissolve e un’altra comincia a prendere forma”.

Migrazione di Jill Foulston

Dove una volta c’erano forme solide ora ci sono solo vortici di colore, morbidi avvallamenti sulla superficie dell’acqua. Chi sono queste persone? Da dove vengono e dove sono andati?
La prima grande mostra di Carlo Rocchi Bilancini, Pesci Fuor d’Acqua, non lasciò nello spettatore alcun quesito. Le sue immagini mostravano soggetti immobili, imperturbabili nel loro elemento, né lavati via né modificati da esso. Un pompiere col suo tubo, un cantante d’opera con la sua partitura, un ballerino di tango, un geometra, un ciclista, un parrucchiere e le sue forbici, uno scultore e il suo filo di rame, una nonna con il suo lavoro a maglia – tutti galleggianti su onde di blu cristallino, più forti dei ritmi dell’acqua.

I vestiti abbandonati di Migrazioni hanno lasciato le forme di quelli che una volta li abitavano, e con il lento sciabordio dell’acqua, si sono tramutati nell’inconoscibile, ma vagamente familiare: la sagoma spettrale di un amico lontano, un amante inafferrabile, una persona defunta che desidera riacquistare un’identità perduta. Ogni persona ha lasciato qualcosa dietro. È un cappotto o un’anima?

Scivolando come forme primordiali e roteando nel vortice dell’elemento che dona loro vita, questi gusci, sbiaditi o squillanti dicolore, provocano e ipnotizzano. Una medusa viola pulsa attraverso il paesaggio acquatico, un anemone si intravede sotto la superficie, un granchio di roccia allunga un artiglio in un invito, le sirene attirano lo spettatore per unirsi a loro.

L’acqua è il mezzo del cambiamento, portando nella sua scia la metamorfosi. Qui c’è uno svanire, una trasmigrazione. In pochi attimi, queste forme, non saranno altro che increspature nel tempo.

Casa Italiana Zerilli-Marimò è stata fondata con l’intento specifico di diffondere la cultura italiana fuori dai suoi confini nazionali, con la convinzione che la cultura italiana appartiene non solo agli italiani ma a chiunque abbia il desiderio di conoscerla più a fondo. Casa Italiana considera la cultura italiana parte integrante e necessaria della cultura universale, a tale scopo lavora per includerla nell’offerta culturale americana, rivolgendosi in particolare agli studenti universitari focalizzati su questioni italiane e italo-americane.

Casa Italiana Zerilli-Marimò, con la diversità e la significatività dei suoi programmi culturali, ospita importanti artisti, studiosi e politici italiani, la cui presenza costantemente impegna nuovi punti di discussione, aprendo e incoraggiando il dialogo con gli americani sulla vita e la cultura italiana.

Casa Italiana, fedele ai suoi principi, collabora con centri e istituti italiani, sia pubblici che privati, che hanno l’obiettivo comune di approfondire ed estendere la comprensione degli americani della cultura italiana.

MIGRATION (Photos by Carlo Rocchi Bilancini) from Casa Italiana Zerilli-Marimò on Vimeo.

 

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