Montefalco, riconsegnata alla città la Chiesa della Madonna delle Grazie

madonna delle grazie

di Katia Cola

 

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”: queste le parole del pittore rivelatore di universi interiori Paul Klee. Questo il rapporto di sorellanza che lega, con chiari coefficienti di consanguineità, arte e fede. Questo il fulcro della presentazione del dipinto restaurato la “Madonna col Bambino” tenutasi sabato 13 ottobre nella Chiesa della Madonna delle Grazie di Montefalco.

La grande affluenza di persone è loquace emblema del sentito attaccamento al culto della Madonna delle Grazie da parte della comunità montefalchese. Un culto dai contorni atavici che affonda le sue radici nel tempo e che è acora profondamente sentito. Alla riconsegna della Chiesa della Madonna delle Grazie, completamente ristrutturata al suo interno, e dell’affresco in essa custodito attribuito al pittore montefalchese Francesco Melanzio, sono intervenuti tra gli altri: Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto Norcia, il sindaco e senatore Donatella Tesei, il parroco di Montefalco Don Vito Stramaccia, la restauratrice Silvia Tardioli ed il Dottor Silvestro Nessi.

L’onere e l’onore di coordinare la kermesse è aspettato al  presidente dell’Accademia di Montefalco il Dottor Giorgio Leoni che ha portato i saluti del Dottor Giampiero Bianconi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, assente per motivi personali.

«L’intervento di recupero dell’affresco, datato 4 marzo 1510, è stato possibile grazie al progetto proposto e sostenuto economicamente dall’Accademia per la Storia, l’Arte e la Cultura locale di Montefalco e dalla parrocchia di San Bartolomeo che hanno potuto contare sul cofinanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e di numerosi cittadini legati e devoti  alla Madonna delle Grazie» ha spiegato il Dottor Leoni dopo l’ouverture canora del coro di Santa Cecilia diretto dal Professore Antonio Barbi.

Anticamente la chiesa, documentata a partire dal XIII secolo, era una parrocchia dedicata a San Lorenzo.  Le prime documentazioni che testimoniano il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino risalgono ai documenti relativi alla visita pastorale del 1713, si tratta molto probabilmente dell’immagine che “prodigiosamente si rimostrò” il 7 agosto 1769. I numerosi miracoli attribuiti alla sacra immagine portarono ad un cambio di nome della chiesa che assunse in nome Madonna delle Grazie. «Nel 1907 la chiesa subì un ampio restauro come testimonia un’iscrizione accanto alla porta che menziona una giovane fanciulla che reperì i fondi tramite l’elemosina» ha spiegato Silvestro Nessi che ha ricordato lo stretto legame tra la chiesa e l’ospedale di cui fu camera mortuaria. Recentemente, nella casa quattrocentesca adiacente, è stata scoperta l’antica facciata romanica e ciò che resta del portale a due ghiere e a tutto sesto.

«E’ un piacere immenso condividere con tutta la comunità montefalchese questo momento, che non è solo artistico e storico, ma soprattutto familiare» ha dichiarato Monsignor Boccardo, aggiungendo che «il senso di appartenenza ha permesso il restauro di questo gioiello che, come tante altre chiesine presenti nel nostro territorio, è il frutto della fede e della devozione del popolo che ci ha preceduto, un tesoro artistico e della fede». L’intervento di Monsignor Boccardo si è concluso con l’augurio a tutta la popolazione della Ringhiera dell’Umbria di saper custodire non solo questo tesoro artistico ma anche quello interiore che la chiesa della Madonna delle Grazie esprime.

«E’ una rivalorizzazione importantissima, un altro tassello nel recupero del patrimonio artistico di Montefalco nonché un iter per apprezzare ciò che abbiamo e conservarlo per il futuro» queste le parole con cui il sindaco Tesei ha esordito dopo i consueti ringraziamenti rivolti anche alle donne che da anni si prendono cura della chiesa. L’indispensabilità di collaborare e fare rete è stato il prezioso escamotage che secondo il parroco di Montefalco Don Vito ha permesso la realizzazione di questa opera di restauro in toto della chiesa destinata a diventare «luogo di sosta e rifugio spirituale aperto». «La Madonna delle Grazie è una Madonna esigente, ogni anno necessita di un maquillage, di cure ed attenzioni» ha dichiarato Don Vito, invitando la comunità a non voltare le spalle. Una Madonna “esigente” nonché un’opera importante sia per la rilevanza storico-artistica che per il forte culto sentito dai fedeli il cui restauro si è rivelato molto complesso.

«L’intervento di restauro dell’apparato decorativo della cappella situato nell’abside della Chiesa si è rivelato cosa ardua sia per le gravi condizioni del degrado dei materiali sia per l’eterogeneità degli stessi legata ai numerosi restauri. Da non sottovalutare le pessime condizioni climatiche che affliggono la struttura caratterizzate da un’alta umidità ed una bassa ventilazione» ha spiegato Silvia Tardioli che ha restaurato l’opera con la supervisione della Dottoressa Margherita Romano e successivamente del dottor Giovanni Luca Delogu entrambi funionari della Sopraintendenza archeologica belle arti e paesaggio dell’Umbria. Dopo la certosina spiegazione delle varie fasi dell’opera di restauro con cui la restauratrice Tardioli ha incantato la numerosa platea è seguitala celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Boccardo.

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