A Spello la mostra fotografica Africa Bianca di Alfonso Della Corte

E’ stata inaugurata ieri, 17 agosto, in Via Consolare 13 a Spello, la mostra fotografica “Africa Bianca” di Alfonso Della Corte che resterà aperta al pubblico fino all’8 settembre prossimo. Presenti alla giornata inaugurale il console onorario d’Italia in Malawi Eugenio Sabelli ed il sindaco di Spello Moreno Landrini.

Dopo il libro fotografico pubblicato la scorsa primavera e la costituzione dell’associazione no profit omonima, la mostra Africa Bianca vuole essere un ulteriore occasione di conoscenza e spunto di riflessione verso le gravi condizioni che affliggono la popolazione albina in Africa, con maggiore attenzione al Malawi.

La popolazione albina, particolarmente numerosa in certe latitudini del continente africano, lotta giornalmente per la propria sopravvivenza con gli scarsi mezzi a sua disposizione. Il peggior nemico in assoluto è il sole che, con i suoi raggi roventi, provoca ustioni e malattie alla loro pelle delicata che possono condurre persino alla morte; il secondo nemico è la tratta degli albini ,alimentata da false credenze in base alle quali gli sventurati vengono rapiti, uccisi e sezionati perché ritenuti portatori di poteri magici.

La mostra propone alcuni tra i più significativi scatti presenti nel libro, raggruppati per tematiche, foto a colori, oggetti di artigianato e cimeli portati in Italia da Alfonso in occasione dei suoi molteplici viaggi in Malawi. Di particolare interesse le maschere rituali, i copricapi e l’angolo della musica dove, chi lo desidera, può suonare gli strumenti musicali messi a disposizione.

Lo scopo della mostra, e quindi dell’associazione Africa Bianca, è portare un aiuto concreto alle popolazioni dei villaggi del Malawi, visitati personalmente da Alfonso ed immortalati nei suoi scatti, aiuto che si concretizza attraverso la fornitura di vestiti, copricapi, occhiali da sole, creme solari e pomate per la protezione della pelle e degli occhi degli albini, oltre al tentativo di diffondere una nuova consapevolezza ed una nuova cultura riguardo alle credenze che imprigionano gli albini al loro destino, nonostante la protezione e l’amore delle loro famiglie e dei villaggi di appartenenza.

Benedetta Tintillini

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