TamTam: un volume per 30 anni di piccola grande cronaca

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Dalla trentennale presenza sul territorio del mensile free press “TamTam” nasce il volume “TamTam. 30 anni di informazione locale”, a cura di Gilberto Santucci e Stefano Toppetti edito da Comunicapiù. 

E’ un volume di grandi dimensioni “TamTam. 30 anni di informazione locale” che racchiude, grazie ai contributi di giornalisti che hanno legato parte della loro vita professionale al piccolo grande giornale locale e ad una grande quantità di immagini d’epoca, sei lustri di storia di Todi e la Media Valle del Tevere, con un’occhio a tutta l’Umbria.

Non c’è famiglia del territorio che non conosca TamTam e non ne attenda con impazienza ogni mese la consegna, un costante rituale nonostante la versione web iltamtam.it, grazie alla capillarità con la quale il giornale viene regolarmente consegnato, tanto nelle frazioni quanto nei centri di riferimento, e non c’è famiglia che non leghi i suoi ricordi ai servizi che il giornale negli anni ha trattato, gettando una luce sui fatti locali, magari poco significativi al grande pubblico, ma importanti per chi in quei luoghi vive, si riconosce, e affonda le proprie radici.

Proprio per questo, mentre alle firme del giornalismo sono stati affidati i singoli anni da narrare e commentare, a giovani giornalisti sono stati affidati degli spazi appositi dove raccontare, per ogni anno, storie di piccole realtà territoriali, altrimenti finite nel dimenticatoio.

Tra cronaca e un nostalgico “come eravamo” si dipanano le pagine del libro, tra fotografie in bianco e nero, brani di articoli e documenti a colori, in una cavalcata, dal 1990 al 2020, che ha visto grandi cambiamenti nella società, nell’editoria e nel giornalismo, ai posteri giudicarne la qualità.

Per Dante i trent’anni erano il “mezzo del cammin di nostra vita”, a TamTam l’augurio che questo sia solo il primo di una lunga collana di volumi, e l’auspicio che ogni casa ne conservi uno, a memoria di un passato importante che sia spinta per un futuro di crescita e sviluppo, nel rispetto di ciò che eravamo e dei valori che ci contraddistinguono.

Benedetta Tintillini

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