Vivere di Turismo Festival 2026, arriva il patrocinio del Ministero del Turismo

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Il 17 e 18 novembre al Palacongressi di Rimini la quarta edizione dell’evento nazionale dedicato all’ospitalità extralberghiera. Attesi oltre 3.000 partecipanti, più di 140 relatori e 60 aziende espositrici. Tra le novità, una ricerca sull’impatto del settore e un seminario dedicato al giornalismo.

Il Vivere di Turismo Festival 2026 ottiene il patrocinio del Ministero del Turismo e rafforza il proprio ruolo nel panorama nazionale della formazione e dello sviluppo dell’ospitalità extralberghiera. La quarta edizione della manifestazione, nata dall’iniziativa di Danilo Beltrante e Gwendoline Brieux, si svolgerà il 17 e 18 novembre al Palacongressi di Rimini, con il tema “Generiamo impatto” e l’obiettivo di mettere al centro competenze, innovazione e responsabilità nei confronti dei territori.

Il riconoscimento istituzionale arriva in una fase di crescita del comparto, che comprende host, property manager, gestori di case vacanza e piccoli imprenditori impegnati nell’accoglienza turistica. Una rete diffusa che contribuisce a diversificare l’offerta ricettiva italiana, sostenendo anche borghi e aree interne dove le strutture extralberghiere rappresentano spesso una risorsa fondamentale per l’economia locale.

Secondo i dati ISTAT riportati dagli organizzatori, nel primo trimestre 2026 le presenze negli esercizi extralberghieri hanno raggiunto 25,3 milioni, con un incremento del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel secondo trimestre sono state 70,3 milioni, in crescita del 5,6%. Nei primi sei mesi dell’anno il comparto ha così superato i 95 milioni di presenze, oltre il 43% del totale nazionale.

Numeri che evidenziano il peso crescente di un settore chiamato a confrontarsi con trasformazioni normative, fiscali e tecnologiche, oltre che con nuove esigenze di sostenibilità, professionalizzazione e qualità dell’accoglienza.

Dal Salento a Rimini, una comunità nazionale dell’ospitalità
La storia del Vivere di Turismo Festival inizia nel 2014 in Salento, dall’idea di Danilo Beltrante e Gwendoline Brieux, sostenuti da un gruppo di giovani che hanno scelto di investire nella formazione e nella condivisione di competenze per chi opera nell’ospitalità extralberghiera.

Dopo dieci edizioni dell’evento annuale, nel 2023 il progetto si è trasformato nel Festival, ampliando progressivamente la propria partecipazione: dai primi oltre mille presenti agli oltre duemila del 2025, fino ai più di tremila attesi per l’edizione 2026. Nel 2020 è nata la Vivere di Turismo Business School, mentre dal 2024 la società opera come Società Benefit, formalizzando nel proprio statuto l’impegno a generare valore per le persone e i territori.

«Questo patrocinio è il riconoscimento di un percorso iniziato qualche anno fa partendo dal Salento. Qui abbiamo dato vita alla nostra squadra, un team di giovani che credono nel valore dell’ospitalità diffusa», dichiara Danilo Beltrante, fondatore del Festival.

Il riconoscimento, prosegue, è dedicato alla comunità di host, property manager e gestori che contribuiscono ogni giorno a mantenere vive case, borghi e relazioni. Il tema “Generiamo impatto” invita inoltre gli operatori a interrogarsi sul valore che le proprie attività lasciano nei luoghi in cui si vive e si lavora.

Per la cofondatrice Gwendoline Brieux, la formazione rappresenta lo strumento principale per accompagnare questa evoluzione: rendere accessibili contenuti concreti e competenze anche a chi sta avviando una nuova attività significa favorire la crescita delle persone insieme a quella dei territori.

Oltre 140 relatori e sette sale formative
Il programma del 17 e 18 novembre prevede oltre 140 relatori e più di 150 appuntamenti tra interventi, workshop e casi di studio. Le attività saranno distribuite in sette sale formative — Main Hall, Property, Operation, Impact, Digital & AI, Workshop, Book & Vision — e due sale showcase, Faro e Borgo.

L’area espositiva ospiterà oltre 60 aziende del settore, mentre i contenuti affronteranno dieci aree tematiche: dall’ospitalità e le relazioni al revenue management, dal marketing all’intelligenza artificiale, dalla gestione operativa alla fiscalità, fino a sostenibilità, accessibilità, inclusione, benessere delle persone e valorizzazione immobiliare.

L’intento è offrire strumenti operativi a professionisti e imprese, mettendo in relazione innovazione tecnologica, qualità del servizio e ricadute economiche e sociali dell’accoglienza.

La ricerca sull’impatto dell’ospitalità extralberghiera
Tra gli appuntamenti di rilievo figura la presentazione dei risultati completi della ricerca dell’Università degli Studi di Firenze sull’impatto del turismo extralberghiero, coordinata dalla professoressa Lucia Varra.

L’indagine, condotta con la professoressa Elisa Fusco su oltre 600 strutture appartenenti alla community del Festival, restituisce il quadro di un comparto fortemente connesso alle economie locali.

Il 66,6% degli operatori coinvolti si rivolge prevalentemente o esclusivamente a fornitori, artigiani e professionisti del territorio; il 64,8% promuove presso gli ospiti produttori, negozi e attività di prossimità, mentre il 42,2% collabora con associazioni o cooperative sociali.

Oltre due operatori su tre hanno inoltre migliorato le proprie politiche di sostenibilità negli ultimi tre anni e più del 31% organizza regolarmente visite, feste o eventi aperti ai residenti. La ricerca evidenzia anche una significativa presenza femminile: nel 70% delle strutture la leadership è affidata a donne, mentre nel 67% lavora almeno una persona laureata.

Dati che contribuiscono ad alimentare il confronto sul ruolo dell’ospitalità diffusa non soltanto come attività economica, ma anche come possibile strumento di promozione delle produzioni locali, delle relazioni comunitarie e della vitalità dei territori.

Dal Meetup Airbnb al Forum della Tornanza: le novità del Festival
L’edizione 2026 proporrà anche il primo Meetup nazionale delle Community Airbnb e il secondo Forum Nazionale della Tornanza, dedicato all’economia relazionale e in programma il 18 novembre.

Tra le iniziative previste figura inoltre il seminario dell’Ordine dei Giornalisti “Notizie d’impatto”, promosso da Italian Travel Press, partner del Festival. Un appuntamento che porta l’attenzione sul ruolo dell’informazione nel raccontare le trasformazioni del turismo, le esperienze delle comunità e gli effetti delle attività economiche sui territori.

Il Festival riserva spazio anche alle esigenze pratiche dei partecipanti: sarà disponibile una ludoteca gratuita per bambini dai 3 ai 9 anni e gli interventi delle sale formative verranno registrati e resi accessibili nelle settimane successive. Completano il programma un aperitivo di networking nella prima giornata e una piattaforma online per organizzare il proprio percorso e prenotare incontri con gli espositori.

Johanna van Gogh-Bonger, simbolo di “Generiamo impatto”
L’immagine scelta per l’edizione 2026 è quella di Johanna van Gogh-Bonger, figura determinante nella conservazione e nella diffusione dell’opera di Vincent van Gogh.

La sua vicenda diventa la metafora del tema scelto per il Festival: generare un impatto duraturo significa riconoscere il valore di ciò che esiste, custodirlo e creare le condizioni perché possa essere conosciuto e trasmesso nel tempo.

Una prospettiva che gli organizzatori applicano anche all’ospitalità extralberghiera, chiamata a contribuire allo sviluppo dei territori senza consumarne le risorse, valorizzandone invece identità, patrimonio e relazioni.

Il Vivere di Turismo Festival 2026 si propone così come un luogo di confronto per un settore in evoluzione, dove la crescita professionale degli operatori si intreccia con la capacità di costruire un turismo attento alle comunità e alle prospettive di lungo periodo.

Informazioni e biglietti: viverediturismofestival.it

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