Oltre 2.800 brand, più di mille buyer e 15 mila incontri d’affari per la manifestazione dedicata al turismo e all’ospitalità. Tra gli appuntamenti di Italian Travel Press, un seminario sul racconto dei Cammini, con testimonianze dal territorio umbro e dalle grandi traversate a piedi.
Si è conclusa venerdì 16 ottobre alla Fiera di Rimini la 63ª edizione di TTG Travel Experience 2026, insieme a InOut | The Hospitality Community, confermando il ruolo della manifestazione come punto di riferimento per il mercato turistico nazionale e internazionale. I numeri restituiscono il quadro di un settore dinamico: 2.800 brand espositori, oltre 1.000 buyer e 15 mila incontri d’affari, in tre giornate dedicate al confronto tra destinazioni, operatori e professionisti dell’accoglienza.
A crescere è soprattutto la dimensione internazionale della fiera, con un incremento dell’8% dell’area espositiva estera e dell’11% degli espositori internazionali. Un risultato significativo in un contesto globale complesso, che non ha impedito a Rimini di riunire destinazioni provenienti da decine di Paesi e rappresentanti dell’intera filiera turistica.
Il tema scelto per questa edizione, Exist, ha accompagnato il confronto sul futuro del viaggio e dell’ospitalità, mettendo al centro l’innovazione, le esperienze e il valore delle relazioni umane. Accanto alle tecnologie e ai nuovi strumenti digitali, sono emerse con forza la ricerca di autenticità, la personalizzazione delle proposte e l’attenzione verso forme di turismo capaci di valorizzare i territori e le comunità.
Italian Travel Press, il giornalismo al servizio dei Cammini
Tra gli appuntamenti di particolare interesse per il mondo dell’informazione turistica si è distinto il seminario organizzato da Italian Travel Press, l’associazione che riunisce giornalisti specializzati in turismo, ambiente e cultura. Il tema scelto, Come raccontare i Cammini d’Italia?, ha offerto l’occasione per approfondire un fenomeno in forte crescita e, allo stesso tempo, riflettere sul ruolo del giornalismo nella narrazione dei territori attraversati dagli itinerari a piedi.
L’incontro, seguito da un pubblico numeroso, ha affrontato diversi aspetti: dalla nuova legge sui Cammini, approvata nel febbraio 2026, ai dati più recenti sul numero dei camminatori, fino alle tecniche giornalistiche utili a restituire la complessità di un’esperienza che unisce movimento, paesaggio, cultura e incontro con le comunità locali.
A guidare il confronto è stato Giovanni Stefani, presidente di Italian Travel Press, che ha illustrato i dati relativi alla diffusione dei Cammini italiani. Secondo quanto riferito durante il seminario, nel 2025 gli oltre cento itinerari presenti in Italia hanno accolto circa 300 mila camminatori, con una crescita del 56% rispetto al 2024 e un indotto economico stimato in 336 milioni di euro.
Numeri che evidenziano il potenziale di una forma di turismo capace di distribuire i flussi al di fuori delle destinazioni più frequentate, favorendo la scoperta di borghi, aree interne e paesaggi meno conosciuti. Un fenomeno che richiede anche una comunicazione attenta, in grado di andare oltre la semplice descrizione dei percorsi per raccontare le storie, le persone e le trasformazioni che il passaggio dei viaggiatori può generare.
I Borghi Silenti: quando i camminatori fanno rivivere i piccoli centri
Il legame tra cammini e sviluppo locale è emerso con particolare evidenza nella testimonianza di Fabio Carloni, vicesindaco di Baschi, in provincia di Terni, comune attraversato dal Cammino dei Borghi Silenti.
Il suo intervento ha portato al centro dell’attenzione l’esperienza concreta di un territorio umbro che ha trovato nel turismo lento una nuova opportunità di crescita. Il passaggio dei camminatori sta contribuendo a rivitalizzare il paese e a rafforzare l’offerta di accoglienza: in un periodo relativamente breve, le strutture ricettive sono quadruplicate.
Un dato che restituisce il significato più concreto del turismo dei cammini per i piccoli comuni. Non soltanto un’occasione per promuovere paesaggi e patrimonio culturale, ma anche uno strumento per creare nuove attività, stimolare l’imprenditorialità locale e generare ricadute economiche diffuse.
La testimonianza umbra si inserisce in una riflessione più ampia sulla necessità di costruire proposte turistiche sostenibili, capaci di valorizzare le risorse già presenti nei territori e di offrire ai visitatori occasioni di conoscenza autentica. In questo scenario, il racconto giornalistico può contribuire a rendere visibili realtà che spesso rimangono ai margini dei circuiti turistici tradizionali.
Sara Bonfanti e gli ottomila chilometri del Sentiero Italia
Il seminario di Italian Travel Press ha dato spazio anche alla dimensione personale e umana del camminare, attraverso il racconto di Sara Bonfanti, alpinista e insegnante sportiva, prima donna ad aver percorso integralmente e senza interruzioni il Sentiero Italia del Club Alpino Italiano.
Un itinerario di circa ottomila chilometri, dal Friuli alla Sardegna, che attraversa territori montani e paesaggi profondamente diversi, offrendo una prospettiva privilegiata sulla varietà ambientale e culturale del Paese.
Nel suo racconto, l’esperienza sportiva si è intrecciata con quella umana. Tra gli elementi più significativi del viaggio, Bonfanti ha sottolineato la calorosa accoglienza ricevuta lungo il percorso, soprattutto nelle comunità incontrate sulle montagne italiane.
È proprio questa dimensione relazionale a distinguere il cammino da altre modalità di viaggio: il tempo necessario per attraversare un territorio permette di entrare in contatto con le persone, conoscere le tradizioni locali e cogliere aspetti che spesso sfuggono a una visita frettolosa.
Sulle Colline del Prosecco, il cammino incontra il turismo enologico
A completare il quadro delle esperienze presentate durante l’incontro è stata la testimonianza di Elena Bordignon, guida ambientale, che ha illustrato un itinerario di 51 chilometri sulle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, in Veneto.
Un cammino giovane, ma già capace di inserirsi in un contesto turistico consolidato, dove la tradizionale attrattiva enologica si combina con la possibilità di esplorare a piedi un paesaggio riconosciuto Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
L’itinerario dimostra come il turismo lento possa integrarsi con altre forme di fruizione del territorio, ampliando l’offerta e invitando i visitatori a scoprire non soltanto i prodotti locali, ma anche la storia, le caratteristiche ambientali e le peculiarità culturali dei luoghi.
Le tre testimonianze hanno restituito prospettive diverse sul fenomeno dei cammini: lo sviluppo economico dei piccoli comuni, l’esperienza personale di una traversata straordinaria e la costruzione di nuovi itinerari capaci di connettere paesaggio, produzioni tipiche e patrimonio culturale.
Il racconto dei territori al centro del turismo del futuro
L’appuntamento di Italian Travel Press si è inserito nel più ampio confronto sul cambiamento del mercato turistico, che durante TTG 2026 ha coinvolto destinazioni, istituzioni e operatori.
Tra i dati presentati alla manifestazione, quelli del TTG Monitor indicano che il 46,6% dei buyer intervistati prevede di utilizzare l’intelligenza artificiale per personalizzare le proposte di viaggio, mentre il 43,4% intende impiegarla per la vendita diretta. La tecnologia, tuttavia, non sembra destinata a sostituire il rapporto umano: consulenza e fiducia restano elementi decisivi, soprattutto nella gestione degli imprevisti.
Anche le preferenze dei viaggiatori confermano l’interesse verso proposte diversificate. Accanto alle destinazioni più richieste, crescono l’attenzione per il turismo esperienziale, il benessere, il lusso e lo slow travel. In questo contesto, i cammini rappresentano una risposta alla ricerca di esperienze più consapevoli, nelle quali il viaggio diventa occasione di conoscenza e relazione.
Il seminario di Italian Travel Press ha evidenziato come raccontare questi itinerari significhi documentare un cambiamento che coinvolge l’economia locale, la tutela del paesaggio e il rapporto tra visitatori e comunità. Una sfida che riguarda da vicino anche l’Umbria, dove percorsi come il Cammino dei Borghi Silenti mostrano come il turismo lento possa contribuire a rinnovare l’attrattività dei territori.
TTG e InOut danno appuntamento al 2027
La manifestazione si è conclusa con un bilancio positivo per Italian Exhibition Group, organizzatore di TTG Travel Experience e InOut | The Hospitality Community. Per tre giorni Rimini ha riunito destinazioni italiane e internazionali, operatori, buyer e professionisti dell’ospitalità, confermandosi un luogo di confronto sulle strategie e sulle prospettive del settore.
Accanto alla promozione delle destinazioni, l’edizione 2026 ha dedicato attenzione alla formazione, all’inclusione lavorativa, alla sostenibilità e alla progettazione degli spazi dell’accoglienza, temi che delineano un turismo sempre più attento alla qualità complessiva dell’esperienza.
Il prossimo appuntamento con TTG Travel Experience e InOut è fissato alla Fiera di Rimini dal 13 al 15 ottobre 2027.
