Il format ideato da Sara Ruffinelli e Sara Ortolani unisce cucina tradizionale umbra e formazione professionale. Gli allievi tornano protagonisti di un’esperienza che mette al centro competenze, relazioni e crescita personale.
La cucina come luogo di incontro, occasione di apprendimento e ponte tra generazioni. È questa la filosofia di “Oggi cucino io”, il progetto giunto alla quinta edizione che torna al CNOS-FAP Casa del Ragazzo, coinvolgendo gli allievi in un percorso formativo capace di coniugare i sapori della tradizione umbra con le competenze necessarie per affrontare il mondo del lavoro.
Tra gli ospiti attesi per questa nuova edizione c’è Nonna Iside, pronta a portare ai fornelli la propria esperienza e a condividere il valore di una cucina fatta di memoria, gesti tramandati e attenzione alle materie prime. Un incontro che promette di avvicinare i giovani aspiranti professionisti a un patrimonio gastronomico che rappresenta una parte importante dell’identità culturale del territorio.
Ideato da Sara Ruffinelli e Sara Ortolani, in collaborazione con l’Associazione culturale Eteria, il format propone un’esperienza che va oltre la semplice preparazione dei piatti. Personaggi del mondo della cultura, del giornalismo e dello spettacolo, insieme a professionisti di diversi settori, si mettono alla prova in cucina accanto agli studenti, condividendo racconti, esperienze e competenze.
La tradizione umbra incontra la formazione
A guidare i ragazzi nella preparazione delle ricette tipiche regionali è Elena Arcangeli, che li accompagna alla scoperta dei sapori del territorio e delle tecniche necessarie per realizzare i piatti della tradizione.
Il valore del progetto risiede proprio nell’incontro tra esperienza e apprendimento pratico. La cucina diventa un laboratorio nel quale gli allievi possono sperimentare le proprie capacità, confrontarsi con persone provenienti da mondi diversi e comprendere quanto il lavoro richieda non soltanto preparazione tecnica, ma anche organizzazione, collaborazione e capacità di affrontare gli imprevisti.
Nelle precedenti edizioni si sono alternati ai fornelli ospiti come Andrea Paris, Pierdante Piccioni, Marino Bartoletti, Edoardo Albinati, Antonio Fusco e Giulio Scarpati. Presenze che hanno contribuito a rendere ogni appuntamento un’occasione di scambio, mettendo in relazione il percorso dei giovani con storie professionali e umane differenti.
L’arrivo di Nonna Iside aggiunge a questa esperienza una particolare dimensione intergenerazionale. Attraverso la cucina, infatti, i saperi si trasmettono spesso con gesti semplici, racconti e consuetudini che permettono di conservare la memoria delle comunità e di rinnovarla attraverso le nuove generazioni.
Al centro i ragazzi e la loro crescita
Il progetto si inserisce nel percorso educativo del CNOS-FAP Casa del Ragazzo, sostenuto dal direttore Federico Massinelli e dalla coordinatrice Monia Ciancaleoni, impegnati a promuovere una formazione che affianchi alle competenze professionali la crescita umana degli studenti.
In quest’ottica, “Oggi cucino io” rappresenta un’esperienza concreta nella quale autonomia, responsabilità, collaborazione e fiducia nelle proprie capacità diventano parte integrante dell’apprendimento. Cucinare insieme significa imparare a rispettare tempi e ruoli, coordinarsi con gli altri, ascoltare indicazioni e trovare soluzioni condivise.
Sono competenze fondamentali per chi si prepara a entrare nel mondo del lavoro, soprattutto in ambiti nei quali la capacità di lavorare in squadra e di instaurare relazioni positive è importante quanto la preparazione tecnica.
Il coinvolgimento di ospiti provenienti da settori differenti offre inoltre agli allievi l’opportunità di conoscere percorsi professionali diversi, stimolando curiosità e nuove prospettive sul proprio futuro.
Una cucina che custodisce la memoria e guarda al futuro
La quinta edizione conferma la vocazione di “Oggi cucino io”: trasformare la cucina in uno spazio educativo e culturale, nel quale la tradizione gastronomica umbra diventa strumento di conoscenza e occasione di dialogo.
La presenza di Nonna Iside si inserisce in questo percorso come testimonianza del valore dei saperi tramandati, capaci di unire passato e presente senza rinunciare alla possibilità di innovare. Le ricette tradizionali, così, non sono soltanto preparazioni da riprodurre, ma racconti di territori, famiglie e comunità.
Attraverso il confronto diretto con gli ospiti e il lavoro condiviso ai fornelli, i giovani possono scoprire che imparare un mestiere significa anche sviluppare sensibilità, senso di responsabilità e capacità di mettersi in relazione con gli altri.
È questa la forza di un format che, edizione dopo edizione, continua a mettere al centro i ragazzi, offrendo loro un’esperienza formativa in cui il sapere si trasmette attraverso la pratica, l’ascolto e la condivisione. Perché in cucina, come nella vita professionale, ogni ricetta richiede ingredienti di qualità, ma anche impegno, passione e la capacità di crescere insieme.
