Claudio Baglioni torna a Piazza di Siena, 44 anni dopo Alé-o-ó

claudio baglioni

Dall’indimenticabile concerto del 1982 al ritorno sul palco dopo la malattia: il cantautore riabbraccia il suo pubblico romano. Sul palco anche il figlio Giovanni, in un incontro che unisce musica e affetti. Dal 13 novembre sarà disponibile l’inedito “Che notte è questa!”, brano che apre lo spettacolo.

Ci sono concerti che appartengono alla storia della musica e altri che, per chi li ha vissuti, diventano anche una parte della propria storia personale. Il ritorno di Claudio Baglioni a Piazza di Siena ha riacceso il ricordo di una stagione irripetibile: quella di Alé-o-ó, il grande evento del 1982 che richiamò a Roma circa 250 mila fan. Quarantaquattro anni dopo, nello stesso giorno di quell’appuntamento entrato nella memoria collettiva, il cantautore è tornato in uno dei luoghi più suggestivi della Capitale, dando vita a un nuovo capitolo del suo lungo rapporto con il pubblico.

Per chi era presente anche allora e conserva ancora il doppio 33 giri dal vivo pubblicato in quell’occasione, ritrovarsi nuovamente davanti a Baglioni significa attraversare il tempo, ritrovando nelle canzoni il filo che lega ricordi, emozioni e momenti di vita. Non è soltanto una questione di nostalgia: è la consapevolezza di quanto alcune voci e alcune melodie riescano ad accompagnarci per decenni, cambiando significato insieme a noi.

Il concerto di oggi porta con sé anche un valore diverso, più intimo e profondo. Dopo la polmonite interstiziale acuta che lo ha costretto a fermarsi nella prima parte di questo difficile 2026, Baglioni è tornato a misurarsi con il palco e con la fatica di uno spettacolo dal vivo. La recente prova di salute ha inevitabilmente lasciato qualche segno, ma a prevalere è stata la volontà di esserci, di riprendere il dialogo con il pubblico e di ritrovare, attraverso la musica, quella dimensione che da oltre cinquant’anni rappresenta il centro della sua vita artistica.

Ad aprire il concerto è stato Giovanni Baglioni, figlio di Claudio, chitarrista e musicista dalla personalità artistica autonoma. Un’apertura che ha aggiunto alla serata una dimensione familiare, resa ancora più significativa dal legame con la storia di Piazza di Siena: Giovanni era nato proprio nel 1982, pochi mesi prima del leggendario raduno Alé-o-o.

Visibilmente emozionato, per ragioni diverse, il figlio ha salutato il pubblico spiegando che questa volta avrebbe parlato, oltre che suonare la chitarra. Un momento semplice, ma capace di raccontare molto del rapporto tra i due artisti, prima ancora che la musica lasciasse spazio alle parole.

L’incontro tra padre e figlio è tornato più avanti con Con tutto l’amore che posso, proposta in una versione intima per voce e chitarra. Lontano dalla spettacolarità dei grandi numeri, questo duetto ha rappresentato uno dei passaggi più personali del concerto: due generazioni, due percorsi musicali e un legame che sul palco ha trovato una forma di espressione particolarmente intensa.

Lo spettacolo Che notte è questa! La partenza è costruito come un viaggio attraverso le stagioni di una carriera che supera ormai i cinquant’anni. Sul palco, Baglioni è accompagnato da un’orchestra di quattordici elementi, trascinata dalle chitarre di Paolo Gianolio e Chicco Gussoni, e da quattro coriste, in un impianto musicale che alterna potenza sonora, arrangiamenti ricercati e momenti più raccolti.

La scaletta si sviluppa attraverso canzoni che hanno segnato epoche e generazioni, restituendo al pubblico un repertorio nel quale è facile riconoscere frammenti della propria storia.

A scandire il percorso sono tre medley cromatici, pensati per associare colori, atmosfere e sentimenti. Il medley giallo riunisce Le vie dei colori, Un po’ di più, W l’Inghilterra e Porta Portese. Quello rosso attraversa le emozioni di Amore bello, Solo, Niente più e Sabato pomeriggio. Il medley blu, invece, intreccia Poster, Cuore d’aliante, Uomo di varie età e Sono io.

È un modo per rileggere un repertorio sterminato senza trasformarlo in una semplice successione di successi: le canzoni dialogano tra loro, cambiano prospettiva e riportano alla luce sentimenti che il tempo non ha cancellato.

Il concerto prosegue tra brani storici e pagine più recenti, fino alla parte conclusiva, affidata ad alcuni dei titoli più amati dal pubblico. Mille giorni di te e di me, E tu… e Questo piccolo grande amore accompagnano lo spettacolo verso il finale, prima del bis con Strada facendo, Via e La vita è adesso.

Al termine dello spettacolo, il suo commento è stato essenziale: «È stato sublime». Una definizione che sembra racchiudere non soltanto la soddisfazione per il concerto, ma anche il valore personale di un ritorno atteso e conquistato.

La serata romana ha avuto anche un’anticipazione discografica: il nuovo brano inedito Che notte è questa!, scelto per aprire il concerto e dare il titolo agli appuntamenti di Piazza di Siena, sarà disponibile in digitale dal 13 novembre 2026.

Le sette serate romane, in programma fino al 1° novembre, inaugurano infatti il percorso del GrandTour La vita è adesso, che attraverserà l’Italia nel 2027 e si concluderà a Roma, ai Fori Imperiali, il 23 ottobre dello stesso anno.

Quarantaquattro anni dopo Alé-o-ó, Piazza di Siena torna così a essere un luogo simbolico nella storia di Claudio Baglioni. Allora una folla immensa, un evento destinato a rimanere nella memoria collettiva e un doppio disco dal vivo che ancora oggi conserva il suono di quella stagione. Oggi un pubblico più contenuto, ma sempre capace di riconoscersi nelle stesse melodie, e un artista che ha attraversato successi, trasformazioni e difficoltà senza interrompere il dialogo con chi lo ascolta.

Per chi c’era nel 1982, ritrovarsi nuovamente in quella piazza significa misurare il tempo non attraverso gli anni trascorsi, ma attraverso le canzoni che li hanno accompagnati. E scoprire che, qualche volta, tornare nello stesso luogo non vuol dire ripetere il passato, ma attribuirgli un significato nuovo.

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