Festival del Medioevo 2026: a Gubbio “Il tempo di Francesco” tra storia e presente

festival del medioevo

Dal 23 al 27 settembre 2026 Gubbio torna ad essere la capitale della divulgazione storica con la dodicesima edizione del Festival del Medioevo, quest’anno dedicata a una delle figure più importanti e universali della storia italiana: Francesco d’Assisi. Il tema scelto, “Il tempo di Francesco. Homo homini lupus”, accompagnerà cinque giorni di lezioni, incontri, presentazioni, spettacoli e approfondimenti, con circa un centinaio di studiosi italiani e internazionali chiamati a raccontare il Duecento e la complessa eredità del francescanesimo.

Un’edizione particolarmente significativa, quella del 2026, che coincide con l’ottocentesimo anniversario della morte di Francesco d’Assisi e che segna anche un importante cambiamento per la manifestazione ideata e diretta dal giornalista Federico Fioravanti. Il Festival lascia infatti la sede di Piazzale Frondizi per trasferirsi nel complesso della Chiesa e del Convento di San Francesco, in Piazza Quaranta Martiri, nel cuore della città.

Il Festival nel luogo simbolo della memoria francescana

Le principali lezioni di storia si svolgeranno nel Chiostro grande, mentre il Refettorio e la Sala Capitolare ospiteranno incontri, presentazioni editoriali e le attività dedicate alla miniatura e alla calligrafia.

Una scelta che dialoga direttamente con il tema dell’edizione. Gubbio occupa infatti un posto centrale nella tradizione legata alla vita di Francesco. Secondo le fonti e la memoria cittadina, proprio qui il santo trovò accoglienza dopo l’allontanamento da Assisi e indossò la povera veste destinata a diventare uno dei simboli dell’Ordine francescano.

Alla città di sant’Ubaldo è legato anche uno degli episodi più celebri dei Fioretti: l’incontro tra Francesco e il lupo che terrorizzava il contado. Ed è proprio da questa immagine che prende avvio il sottotitolo scelto per il Festival, “Homo homini lupus”, l’uomo è lupo per l’uomo.

Una formula antica, attribuita a Plauto e resa celebre in epoca moderna da Thomas Hobbes, che diventa il punto di partenza per riflettere sulla paura, sulla violenza, sul conflitto e sulla possibilità di costruire relazioni differenti.

«La storia è sempre contemporanea», ha sottolineato Federico Fioravanti in occasione della presentazione del Festival. «Quest’anno era quasi inevitabile parlare di Francesco, ma abbiamo voluto farlo con un taglio particolarmente eugubino».

Il riferimento al lupo, dunque, non è soltanto un richiamo alla tradizione francescana, ma diventa una chiave per interrogare il presente. Guerre, conflitti, disuguaglianze, paura dell’altro e crescente peso della ricchezza nella vita sociale sono temi che attraversano i secoli e che il Festival intende affrontare attraverso il rigore della ricerca storica, evitando facili sovrapposizioni tra passato e contemporaneità.

Oltre sessanta lezioni per raccontare il Duecento

Il programma si aprirà mercoledì 23 settembre con la lezione Novitas franciscana dello storico francese Jacques Dalarun. Sarà il primo di oltre sessanta appuntamenti dedicati alla figura di Francesco, alla nascita e alla diffusione dell’Ordine, alla società del Duecento e alle profonde trasformazioni politiche, economiche, religiose e culturali del secolo.

Tra gli studiosi protagonisti della prima giornata ci saranno Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno e tra i maggiori studiosi del francescanesimo medievale, Umberto Longo, Alfonso Marini, Marco Bartoli, Barbara Frale, Marina Benedetti e Francesco Zambon.

Giovedì 24 settembre il programma entrerà nel cuore del rapporto tra Gubbio, Francesco e il lupo. Riccardo Rao ricostruirà la presenza dei lupi nel Medioevo, mentre Alberto Luongo approfondirà i dati storici e le interpretazioni dell’episodio eugubino. Antonio Montefusco si concentrerà invece sulla costruzione del mito francescano.

Nel corso della giornata interverranno inoltre Gaetano Mollo, Marcello Ciccuto, Marcello Bolognari, Marco Bartoli, Riccardo Parmeggiani, Francesca Tasca e Tommaso di Carpegna Falconieri.

Venerdì 25 settembre lo sguardo si allargherà alla società del tempo di Francesco, dagli abiti dei penitenti ai luoghi della lebbra, dalle relazioni religiose tra uomini e donne all’economia familiare del XIII secolo. Tra gli appuntamenti previsti anche gli interventi di Maria Giuseppina Muzzarelli, Roberto Limonta, Beatrice Del Bo, Mario Prignano, Giulio Busi e Alessandro Giacomo Brustenghi, con un approfondimento dedicato anche al Cantico di Frate Sole.

Arte, Comuni e “Madonna Povertà”

La giornata di sabato 26 settembre sarà dedicata all’arte, all’architettura e alla società del Medioevo. Leonardo Catalano, Carlo Tosco, Virtus Zallot e Veruska Picchiarelli analizzeranno la costruzione delle immagini e dell’iconografia francescana, mentre Letizia Pellegrini parlerà di Chiara d’Assisi e delle donne francescane.

Nel pomeriggio, con Jean-Claude Maire Vigueur, Nicolangelo D’Acunto, Federico Canaccini, Duccio Balestracci e Franco Cardini, il percorso si allargherà ai Comuni italiani, all’Assisi del XIII secolo, alla battaglia di Collestrada, al tema dell’abbandono delle armi e a quello, centrale nel pensiero francescano, di “Madonna Povertà”.

La giornata conclusiva di domenica 27 settembre sarà dedicata invece alla lunga fortuna di Francesco nella letteratura, nel teatro, nel cinema e nell’arte contemporanea. Interverranno, tra gli altri, Trifone Gargano, Davide Iacono, Arnaldo Casali, Andrea Bruciati, Salvatore Ritrovato, David Salomoni e Antonio Musarra.

Spazio anche a Franco Cardini, che proporrà un viaggio nel Medioevo di Umberto Eco attraverso Il nome della rosa.

Quattro serate d’autore nel Chiostro grande

Accanto alle lezioni di storia, il Festival del Medioevo proporrà quattro appuntamenti serali con alcune delle voci più conosciute della divulgazione storica, filosofica e giornalistica.

Mercoledì 23 settembre Dario Fabbri presenterà Guerra e pace. La geopolitica dei conflitti, una riflessione sulle paure, sugli interessi e sui rapporti di forza che possono trasformare il vicino in un rivale.

Giovedì 24 settembre sarà la volta di Franco Cardini, che presenterà Bestiario. Animali reali e fantastici nella cultura medievale, il nuovo volume realizzato con il Festival del Medioevo e pubblicato da Edizioni Fotolibri Gubbio.

Venerdì 25 settembre Stefano Nazzi accompagnerà il pubblico in un viaggio nel lato più oscuro del Medioevo con Medioevo nero, tra violenze, ambizioni e conflitti.

Sabato 26 settembre chiuderà il ciclo Matteo Saudino con Homo homini lupus: da Plauto a Thomas Hobbes, un incontro tra teatro e filosofia dedicato alla natura umana, alla violenza, alla cooperazione e alla convivenza civile.

Libri, miniature e nuovi linguaggi della divulgazione

Da venerdì a domenica il Refettorio di San Francesco ospiterà La Storia da sfogliare, spazio dedicato alle novità editoriali e ai nuovi percorsi di ricerca sul Medioevo. Tra gli appuntamenti figurano incontri con Marcello Simonetta, Gianluca Briguglia ed Elisabeth Crouzet-Pavan, oltre alla presentazione dell’Enciclopedia Francescana con Attilio Bartoli Langeli.

Tornerà anche la Fiera del libro medievale, allestita nel Chiostro della Pace, con editori nazionali e case editrici specializzate.

La Sala Capitolare ospiterà invece Scriptoria, dedicata all’arte della miniatura e della calligrafia. Miniatori, calligrafi e amanuensi mostreranno tecniche e materiali della tradizione: pigmenti, foglia d’oro, inchiostri artigianali, penne d’oca e carte di cotone.

Mostre, visite guidate, rievocazioni e attività didattiche completeranno il programma della manifestazione, che rilascerà inoltre attestati di partecipazione a studenti e docenti.

Dodici anni di storia per capire il presente

Dal 2015 il Festival del Medioevo ha costruito un percorso di divulgazione che ha affrontato, anno dopo anno, grandi temi della storia europea e mediterranea: dalla nascita dell’Europa al rapporto tra Europa e Islam, dalla città ai Barbari, dalle donne al Mediterraneo, fino a Dante, alle dinastie, al rapporto tra Oriente e Occidente, ai secoli di luce e al viaggio.

Nel 2026, nell’anno dell’ottavo centenario della morte di Francesco, il Festival sceglie di tornare a interrogare una figura che appartiene profondamente alla storia dell’Umbria, ma la cui eredità continua a parlare ben oltre i confini regionali.

Cinque giorni per comprendere il Medioevo e, attraverso il passato, leggere con maggiore consapevolezza le domande del presente: perché, come ricorda il Festival del Medioevo, conoscere la storia significa anche capire il tempo in cui viviamo.

La manifestazione, ideata e diretta da Federico Fioravanti, è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Festival del Medioevo e dal Comune di Gubbio, con il patrocinio scientifico dell’Istituto storico italiano per il Medioevo e il sostegno di istituzioni, fondazioni e sponsor del territorio.

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