“Prendimi la mano”: a Fratta Todina un appuntamento per la Giornata Mondiale dell’Alzheimer

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Il 21 settembre 2026, nella Sala Multimediale “Paolo Rulli” di Fratta Todina, un’iniziativa promossa dal Centro Diurno Alzheimer “La Torre” per accendere i riflettori sulla malattia e sull’importanza della vicinanza e della cura.

Una mano che cerca un’altra mano, un gesto semplice ma capace di racchiudere il senso della cura, della vicinanza e della relazione. È “Prendimi la mano” il titolo dell’iniziativa organizzata a Fratta Todina in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, che si celebra il 21 settembre.

L’appuntamento è fissato proprio per lunedì 21 settembre 2026 presso la Sala Multimediale “Paolo Rulli”, in via Roma 38, a Fratta Todina. A promuoverlo è il Centro Diurno Alzheimer “La Torre”, realtà impegnata nell’accoglienza e nel supporto alle persone che vivono la quotidianità della malattia e alle loro famiglie.

Il titolo scelto, Prendimi la mano, restituisce immediatamente una dimensione profondamente umana dell’Alzheimer: quella di una relazione che continua a esistere anche quando la memoria e le capacità cognitive vengono progressivamente compromesse. La mano diventa così simbolo di accompagnamento, presenza e sostegno, ma anche di un legame che non viene meno.

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer rappresenta ogni anno un’importante occasione per promuovere consapevolezza intorno a una patologia che coinvolge non soltanto la persona che ne è colpita, ma l’intero nucleo familiare e la rete di assistenza. Parlare di Alzheimer significa infatti affrontare temi come la cura, l’ascolto, la dignità della persona e il sostegno a chi quotidianamente si prende cura dei propri cari.

L’iniziativa di Fratta Todina si inserisce dunque in questa prospettiva, ponendo al centro il valore della vicinanza e della relazione, attraverso un appuntamento promosso dal Centro Diurno Alzheimer “La Torre” con il coinvolgimento di USL Umbria 1 e Seriana 2000, come indicato nella locandina dell’evento.

Una giornata, dunque, per fermarsi a riflettere e per ricordare che, di fronte all’Alzheimer, prendere una mano può significare molto più che offrire un aiuto: può significare continuare a esserci.

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