Grande successo per Mine Vaganti di Ozpetek al Morlacchi di Perugia

mine vaganti

“Mine vaganti”, la trasposizione teatrale dell’omonimo film di Ferzan Ozpetek sbarca al Morlacchi di Perugia e fa il pieno di consensi.

 

Uno spettacolo divertente, con scenografia scarna appositamente scelta per mettere al centro la storia. “Mine Vaganti” di cui Ferzan Ozpetek ha firmato la regia del noto film, nonché quella teatrale, è arrivato al Teatro Morlacchi di Perugia con tutta la sua prorompente volontà di trattare il tema dell’omosessualità e dell’accettazione della stessa da parte di una famiglia del sud dalle ristrette vedute.

Una amplificazione bassa non ha aiutato la recitazione, ma la scelta di utilizzare tutto il teatro, platea compresa, come palcoscenico è stata quella giusta. Gli attori, spesso hanno recitato in platea come se fossero nella piazza del paese coinvolgendo anche il pubblico.

Al centro della vicenda la famiglia Cantone, proprietaria di un pastificio in un piccolo paese del Sud, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità l’azienda ai figli.

Tutto precipita quando il figlio Antonio si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il secondogenito Tommaso tornato da Roma per raccontare anch’egli la sua verità. Una favola agrodolce che lascia intatto lo spirito essenzialmente intrigante, attraente e al contempo umoristico della pellicola. Emerge chiaro dalla storia il perbenismo della famiglia del Sud in cui tutto è plasticamente immobile: i genitori non possono accettare ciò che è fuori dal recinto della “normalità” e i figli si caricano sulle spalle, per anni, il peso del silenzio; ché nulla deve cambiare. D’altronde il tabù è quello della vergogna sociale, la famiglia non può accettare lo sguardo degli altri e le voci, in paese, corrono.

Una nota di merito va alla bravissima Simona Marchini, che nel ruolo della nonna da solidità alla storia, mentre a fare da mattatore ci pensa Francesco Pannofino con il suo dialetto incisivo perfettamente inserito nel ruolo del padre “obsoleto”.

donatella binagliaDonatella Binaglia

 

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