Nepi: inaugurata la mostra “Omaggio a Pinocchio” dedicata a Luigi Lopez

mostra luigi lopez a nepi

È stata una cerimonia commossa e intensa, quella che lunedì 24 agosto ha accompagnato a Nepi l’inaugurazione della mostra itinerante “Omaggio a Pinocchio: il burattino di Carlo Collodi, il film di Luigi Comencini e la musica di Luigi Lopez in un viaggio da favola in terra di Tuscia”, seconda tappa del percorso espositivo dedicato al maestro Luigi Lopez, scomparso il 6 maggio 2025.

Nella prestigiosa Sala Nobile del Palazzo Comunale, in occasione delle festività patronali nepesine, la mostra è diventata soprattutto un momento di incontro e di memoria. Un’occasione nella quale il ricordo di Lopez è uscito dalle fotografie, dai documenti, dai dischi e dai memorabilia per trasformarsi nelle parole di chi lo ha conosciuto, frequentato e stimato, restituendone il ritratto non soltanto del grande professionista, ma anche dell’uomo.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Nepi Franco Vita, insieme al nuovo sindaco di Civita Castellana Danilo Corazza, recentemente eletto alla guida della città.

La mostra, fortemente voluta dalla compagna del maestro, la giornalista e autrice Maria Rita Parroccini e dal figlio di Luigi Lopez, Riccardo Lopez, fotografo e musicista, nasce con l’intento di mantenere viva la memoria di una figura che ha lasciato un segno importante nella musica italiana e internazionale. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’associazione Il Borgo di Pinocchio Farnese, con il supporto della presidente Giorgia Gabriele, dell’associazione Portale d’Arte APS di Civita Castellana e della Pro Loco di Nepi.

Le testimonianze di chi ha conosciuto Luigi Lopez

Tra gli ospiti invitati da Maria Rita Parroccini e Riccardo Lopez anche l’attore Massimiliano Pazzaglia, figlio del celebre autore Riccardo Pazzaglia, al quale la mostra dedica un particolare omaggio.

La presenza di Pazzaglia ha consentito di ricordare un altro protagonista della grande stagione della canzone italiana, autore di numerosissimi testi portati al successo da Domenico Modugno. Tra questi, un posto speciale occupa “Meraviglioso”, una delle canzoni più amate e riconoscibili della musica italiana.

Un intreccio di storie e di talenti che ben rappresenta lo spirito dell’esposizione: raccontare Luigi Lopez attraverso la sua straordinaria carriera, ma anche attraverso le persone e gli artisti che hanno condiviso con lui percorsi professionali e umani.

Particolarmente significativa anche la testimonianza del maestro Mario Zannini Quirini, che ha voluto ricordare il valore professionale e artistico di Lopez, sottolineandone la lunga e intensa attività di autore e compositore.

Una carriera costellata di collaborazioni e successi, costruita con una straordinaria capacità di attraversare generi, generazioni e confini. Lopez ha scritto per alcuni dei più importanti interpreti italiani, da Mia Martini a Ornella Vanoni, Mina, Domenico Modugno, Riccardo Fogli e Michele Zarrillo, oltre ad aver lavorato a lungo anche negli Stati Uniti.

Da Pinocchio alla grande musica italiana

Il filo conduttore della mostra è naturalmente Pinocchio, attraverso un dialogo ideale tra tre grandi autori: Carlo Collodi, nel bicentenario della nascita; Luigi Comencini, autore dello storico sceneggiato Rai del 1972 girato in gran parte a Farnese; e Luigi Lopez, autore della celeberrima sigla “Pinocchio, perché no?”.

Quel brano, scritto e interpretato dallo stesso Lopez, divenne la sigla televisiva de Le nuove avventure di Pinocchio e conquistò un successo straordinario, con oltre un milione di copie vendute.

Ma il percorso espositivo va ben oltre Pinocchio. Fotografie, documenti, materiali d’epoca, dischi e testimonianze ricostruiscono una carriera nella quale si incontrano alcune delle pagine più importanti della musica italiana e internazionale.

È anche attraverso questi oggetti che il pubblico può riscoprire la dimensione più autentica di Luigi Lopez: quella di un autore capace di scrivere canzoni destinate a rimanere nella memoria collettiva, ma anche di un uomo profondamente legato alla Tuscia, territorio che negli ultimi anni aveva eletto a luogo del cuore e fonte di ispirazione. Civita Castellana, Nepi, Farnese, Capodimonte, Marta e Castel Sant’Elia sono diventati così parte della sua storia personale.

L’inaugurazione di Nepi ha dunque avuto il valore di un vero abbraccio collettivo a Luigi Lopez. Un abbraccio nel quale le istituzioni, gli amici, gli artisti e le persone a lui più vicine hanno condiviso ricordi e testimonianze, restituendo al pubblico il volto di un uomo che, dietro i grandi successi, aveva conservato intatta la passione per il proprio lavoro e per la creatività.

La mostra resterà aperta nella Sala Nobile del Palazzo Comunale di Nepi fino a mercoledì 26 agosto, con ingresso libero.

Benedetta Tintillini

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