Il Premio Pio Alferano 2026 trasforma il Castello dell’Abate in un grande “Theatrum Mundi”

mirabilia cardena

Dal 27 giugno al 31 ottobre 2026 il Castello dell’Abate di Castellabate ospita “Theatrum Mundi”, il programma espositivo del Premio Pio Alferano con le mostre di Antonella Cappuccio, Felipe Cardeña, Tommaso Ottieri e Livio Scarpella.

Arte contemporanea, memoria, immaginazione e identità si incontrano nel suggestivo scenario del Castello dell’Abate di Castellabate, dove fino al 31 ottobre 2026 è visitabile “Theatrum Mundi. Il mondo come scena tra sogno, meraviglia e memoria”, il nuovo progetto espositivo promosso dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, presieduta da Santino Carta, con la direzione artistica di Vittorio Sgarbi.

L’iniziativa costituisce il cuore dell’edizione 2026 del Premio Pio Alferano, appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale italiano, che ogni anno richiama nel borgo cilentano artisti, studiosi e personalità del mondo della cultura. La cerimonia di consegna del Premio si terrà il 19 settembre 2026, confermando Castellabate come luogo di dialogo tra arte, ricerca, spettacolo e impegno civile.

Quattro mostre per raccontare la scena del mondo

Ispirata all’antica metafora del Theatrum Mundi, la rassegna propone un percorso che riflette sul rapporto tra realtà e rappresentazione, sogno e memoria, attraverso quattro esposizioni personali affidate ad artisti di linguaggi e sensibilità differenti.

Protagonista di “Apparizioni”, curata da Fabio Canessa, è Antonella Cappuccio, artista che dopo una significativa carriera come costumista per cinema, teatro e televisione ha sviluppato una ricerca pittorica inconfondibile. Le sue opere evocano figure sospese tra identità e mistero, trasformando il volto umano in un’apparizione capace di raccontare il confine tra visibile e invisibile.

Con “Mirabilia”, curata da Paolo Sciortino, Felipe Cardeña conduce il pubblico in un universo esplosivo di colori, simboli e contaminazioni culturali. Santi, eroi, divinità, animali fantastici e icone della cultura pop convivono in una narrazione visionaria che celebra il sentimento della meraviglia. Tra le opere più significative spicca quella dedicata a San Costabile Gentilcore, patrono di Castellabate, reinterpretato secondo l’inconfondibile linguaggio dell’artista spagnolo.

I luoghi della rappresentazione e il ritorno degli archetipi

La mostra “Theatra”, curata da Alessandro Riva, presenta invece la ricerca di Tommaso Ottieri, che trasforma alcuni dei più celebri teatri del mondo in scenari sospesi tra luce e memoria. Attraverso una pittura intensa e luminosa, palchi, platee e decorazioni diventano simboli della rappresentazione della vita e della cultura.

Sempre con la cura di Alessandro Riva, Livio Scarpella firma “Archetipi”, un percorso dedicato alla riscoperta delle forme originarie che abitano la memoria collettiva. Le sue sculture fondono la grande tradizione classica con sensibilità contemporanee, trasformando volti e figure del presente in immagini senza tempo, dense di richiami simbolici e spirituali.

Arte contemporanea come luogo di incontro

Con Theatrum Mundi, la Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito rinnova il proprio impegno nella promozione dell’arte contemporanea, offrendo a cittadini e visitatori un articolato calendario di mostre, incontri e approfondimenti culturali patrocinati dal Comune di Castellabate.

L’intero progetto interpreta il mondo come un grande palcoscenico, dove ogni opera diventa parte di un racconto collettivo capace di mettere in dialogo realtà e immaginazione, memoria e futuro. Un percorso che invita il pubblico a riscoprire il potere dell’arte come strumento di conoscenza e trasformazione, valorizzando uno dei borghi più affascinanti d’Italia attraverso una proposta culturale di respiro nazionale e internazionale.

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