Dal 24 luglio al 2 agosto il Giardino degli Amici dell’Orto ospita la quarta edizione di Liberare la Bellezza Festival, la rassegna ideata e diretta da Alberto Di Giglio. Ospiti Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Ascanio Celestini, Lech Majewski, Massimo Popolizio e tanti altri.
Todi si prepara ad accogliere la quarta edizione di Liberare la Bellezza Festival, la rassegna culturale ideata e diretta dal regista Alberto Di Giglio, che dal 24 luglio al 2 agosto trasformerà il suggestivo Giardino degli Amici dell’Orto in un luogo di incontro tra cinema, teatro, letteratura, musica e spiritualità.
Diventato uno degli appuntamenti più significativi dell’estate culturale umbra, il festival propone un percorso artistico che pone la bellezza al centro della riflessione contemporanea. Non come semplice elemento estetico, ma come forza capace di generare dialogo, speranza e nuove prospettive sul presente, attraverso il confronto tra artisti, intellettuali e pubblico.
Una visione pienamente condivisa dalle istituzioni cittadine. «Come Sindaco di Todi è per me un onore e un motivo di orgoglio salutare l’avvio di una nuova edizione di questo festival, che non è soltanto un cartellone di eventi ma una vera e propria dichiarazione di intenti», sottolinea il sindaco Antonino Ruggiano, evidenziando come la manifestazione interpreti l’identità culturale della città. Per l’assessore alla Cultura Alessia Marta, invece, «Todi è una città che per sua natura, storia e paesaggio dialoga da sempre con l’infinito e la spiritualità», caratteristiche che il festival riesce a tradurre in un grande momento di partecipazione collettiva.
L’inaugurazione, venerdì 24 luglio, sarà affidata allo spettacolo “La sola radice del mondo. Maria di Nazareth da Dante a De André”, scritto, diretto e interpretato da Riccardo Leonelli, con Emanuele Cordeschi, in un viaggio tra poesia, musica e spiritualità.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca la serata del 25 luglio, dedicata all’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. In programma la presentazione del libro Francesco al cinema di Arnaldo Casali, le anticipazioni del film La leggenda dei tre compagni e la presenza straordinaria del regista e artista polacco Lech Majewski, figura di primo piano del cinema europeo contemporaneo, che presenterà il suo nuovo progetto dedicato al Santo di Assisi e riceverà l’Angelo d’Oro, riconoscimento del Terni Film Festival per la migliore fotografia.
Il dialogo tra arte e spiritualità proseguirà con un approfondimento dedicato a Jacopone da Todi, curato da fra Alessio Mecella OFM, mentre la serata “Le infinite vie della bellezza” offrirà un affascinante percorso tra filosofia, letteratura e musica attraverso le opere di Platone, Sant’Agostino, Dante, Jacopone, Keats, Dostoevskij e San Francesco, con gli interventi di GianClaudio Lopez, Silvia Guidi, Daniela Poggi, Benedetta Giuntini, Riccardo Leonelli, Laura Toppetti, Gabriele Falcioni e Filippo Temperini.
Il cinema italiano sarà uno dei grandi protagonisti della manifestazione. Valerio Mastandrea sarà presente con Nonostante, intenso racconto sul confine tra vita e morte; Valerio Jalongo presenterà il documentario Più grande del cielo, dedicato alle sfide dell’intelligenza artificiale; Marco Gianfreda accompagnerà il pubblico alla scoperta di Tre regole infallibili, mentre Michele Placido introdurrà Eterno Visionario, il suo omaggio cinematografico a Luigi Pirandello. Grande attesa anche per Kim Rossi Stuart, protagonista con Brado, film che esplora il rapporto tra uomo e natura.
Tornerà inoltre uno degli ospiti più amati delle passate edizioni, Ascanio Celestini, protagonista di due incontri dedicati ai suoi libri Pasolini. Una vita anzi due e Poveri Cristi. Non mancherà la musica con il concerto del gruppo Settantavoltesette, che proporrà una rilettura originale della canzone italiana in chiave umana e spirituale.
A chiudere il festival sarà lo spettacolo “Giuseppe Ungaretti. Vita di un uomo”, con Massimo Popolizio, Mario Vitale e Davide Rondoni, dedicato alla figura e all’opera di uno dei più grandi poeti del Novecento.
A fare da filo conduttore all’intera manifestazione sarà la convinzione che cinema, teatro, letteratura e musica possano ancora rappresentare strumenti privilegiati per comprendere l’uomo e il suo tempo. Un’idea che trova una significativa sintonia nell’invito rivolto da Papa Leone XIV al mondo del cinema, chiamato a diventare «un laboratorio di speranza», capace di raccontare la grandezza, le fragilità e il desiderio di infinito che abitano ogni persona. Un messaggio che Liberare la Bellezza Festival raccoglie e rilancia, confermando Todi come uno dei luoghi in cui cultura e spiritualità continuano a dialogare con il presente.
