Mostre. ArTodi. I grandi artisti che hanno scelto Todi

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E’ stata inaugurata lo scorso 16 aprile e sarà visitabile fino al prossimo 9 settembre la mostra “ArTodi. I grandi artisti che hanno scelto Todi” organizzata dall’Associazione Todi per l’Arte.

 

Le grandi sale del sontuoso Palazzo del Vignola, in via del Seminario a Todi, ospitano la mostra “ArTodi. I grandi artisti che hanno scelto Todi”, una mostra antologica che intende celebrare tutti quegli artisti che a Todi hanno avuto i natali, o che hanno prescelto la città di Marte e le sue campagne come luogo di elezione, dove rigenerarsi, trarre ispirazione, o isolarsi in un rassicurante “bozzolo” dove dar sfogo liberamente alla propria arte.

Molte e di estremo rilievo le figure che hanno reso Todi la città permeata di arte e cultura che è tutt’ora; tra i primi a stabilirsi nelle campagne tuderti, e precisamente a Canonica, Piero Dorazio, del quale in mostra è possibile ammirare sia le classiche tele che alcuni lavori in ceramica.

La ceramica, medium che in Umbria ha una tradizione nobile e antichissima, ha un posto di rilievo nell’esposizione dove, oltre ad una sala dedicata dove sono esposte opere di Guttuso, Abbozzo, Turcato, Schifano per citare solo alcuni dei più grandi, farà di tanto in tanto di nuovo capolino nelle varie sale, con esempi di scultura del grande Nino Caruso, presente con un suo “mitovaso” e Bruno Ceccobelli accanto alle opere delle artiste tuderti come Silvia Ranchicchio e Rita Miranda.

Una sezione della mostra è dedicata agli artisti della Scuola Romana di San Lorenzo: Ceccobelli, Dessì, Pizzi Cannella, Nunzio, Tirelli e agli artisti che vivono Todi come Ugo Levita, Rolf Jacobsen, Marino Ficola, Antonio Buonfiglio. Una menzione particolare va a Brian O’Doherty, presente con l’opera “Red Square” che ha arricchito la proposta artistico culturale di Todi con la splendida ed intrigante “Casa dipinta”.

Importanti sono anche gli artisti che, nati in un così fertile ambiente, hanno dedicato all’arte la vita nella sua interezza: Michele Toppetti, scomparso troppo presto, e Antonella Zazzera, scultrice della luce, apprezzatissima sia in Italia che all’estero.

Chiude la rassegna la figura e l’opera di Beverly Pepper, della cui arte la città di Todi è letteralmente permeata, con il suo Parco delle sculture e la sede espositiva della Fondazione che porta il suo nome. La sala dedicata all’artista statunitense è preceduta dal “Tempio XXI secolo” di Michele Ciribifera, assistente della Pepper ed ora presidente della Fondazione. Schizzi, progetti, piccole e medie sculture che evocano le grandi installazioni che a Todi ben conosciamo chiudono il percorso espositivo.

Benedetta Tintillini

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