Ad un mese dalla sua riapertura, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno come Capitale Italiana della Cultura di L’Aquila, visitiamo il nuovo allestimento del MUNDA, Museo Nazionale d’Abruzzo.
La gioia del ritorno nell’imponente struttura del Forte Spagnolo si coglie sin dall’arrivo in biglietteria: le ragazze che lavorano al MUNDA sono lo specchio dell’entusiasmo e della grande voglia di rinascere degli aquilani, piegati ma non vinti dal tremendo terremoto che li ha travolti ben sedici anni fa e del quale, ancora, la città mostra le cicatrici.
Ma L’Aquila accoglie chi la vuole scoprire a braccia aperte, con la fierezza della caparbietà e la bellezza di migliaia di anni di storia, mostrando con orgoglio i suoi gioielli, dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio ai tanti notevoli esempi di architettura razionalista, dai palazzi nobiliari alla imponente struttura del Forte Spagnolo che, indomito, ha superato il sisma, ed ha riaperto le sue porte ai tanti visitatori che hanno potuto godere e apprezzare il nuovo allestimento tra tradizione e contemporaneità.
Il beniamino del Museo è, senza dubbio, il gigantesco scheletro di Mammut che affascina grandi e piccini, un esemplare di 55 anni, maschio, che pesava ben 11.500 kg., e che presentava, al momento della morte, una sola zanna. L’eccezionalità dell’esemplare conservato a L’Aquila è la completezza dello scheletro, rinvenuto fortuitamente nel 1957 da alcuni operai di una cava di materiali argillosi.
Dal Cenozoico al prossimo futuro: oltrepassando le stanze che raccontano L’Aquila attraverso le effigi dei suoi Santi Patroni e il suo cittadino più illustre, Celestino V, si arriva alla proiezione immersiva che narra, in modo sintetico e coinvolgente, la storia dell’edificio che ci ospita. Creata per contrastare lo spirito ribelle degli aquilani, mai sedato, la fortezza voluta dagli spagnoli ha subìto modifiche e ammodernamenti, ma è sempre rimasta saldo nelle sue strutture portanti, anche di fronte all’ultimo terremoto.
Il piano superiore ospita, in ordine cronologico, opere scultoree e pittoriche di artisti abruzzesi, in un allestimento interattivo e accessibile anche a persone con difficoltà sensoriali. Statue lignee, grandi maestà dal metafisico fondo oro, sotto i preziosi soffitti a cassettoni che raccontano la fortezza non solo come luogo di difesa, ma anche come residenza e luogo di diletto.
Dal ponte sul fossato si accede, attraverso il grande portale, al cuore storico e artistico di L’Aquila, li MUNDA ce lo racconta, basta soltanto ascoltare, guardare e lasciarsi rapire.
Benedetta Tintillini
