Dal 24 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, oltre 130 opere dalle collezioni del MUNAF – Museo nazionale di Fotografia raccontano l’evoluzione del paesaggio contemporaneo. In mostra, con la curatela di Matteo Balduzzi, 19 artisti italiani e internazionali, tra documentazione, sperimentazione e nuove prospettive sul rapporto tra uomo e territorio.
Foligno si prepara ad accogliere una mostra che attraversa una stagione decisiva per la fotografia contemporanea. Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18, il CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea inaugura Paesaggi del Nuovo Millennio. Nelle collezioni del MUNAF – Museo nazionale di Fotografia, un progetto espositivo promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno in collaborazione con il museo nazionale e curato da Matteo Balduzzi.
L’esposizione, visitabile fino al 17 gennaio 2027, riunisce oltre 130 opere di 19 artisti italiani e internazionali, offrendo una riflessione sull’evoluzione del concetto di paesaggio tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Un periodo di grandi cambiamenti, nel quale la fotografia ha rinnovato profondamente i propri linguaggi, confrontandosi con la globalizzazione, la trasformazione degli spazi urbani e rurali, la fine della stagione industriale e l’avvento delle tecnologie digitali.
Il paesaggio come specchio della società contemporanea
In Paesaggi del Nuovo Millennio il paesaggio non è soltanto uno scenario da osservare o documentare. Diventa uno strumento per comprendere le trasformazioni economiche, sociali e culturali che attraversano il mondo, ma anche un luogo nel quale emergono conflitti, contraddizioni e nuove possibilità.
Le immagini in mostra interrogano gli spazi abitati dall’uomo, registrandone i mutamenti e restituendo una visione complessa del rapporto tra individuo e territorio. La fotografia si apre così a prospettive differenti: dall’indagine documentaria alla ricerca antropologica, dall’analisi politica all’esplorazione psicologica e introspettiva.
Il percorso espositivo si inserisce in una stagione di rinnovamento iniziata già tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, con esperienze come i New Topographics negli Stati Uniti e Viaggio in Italia nel nostro Paese. A queste si affiancano le ricerche europee, dalla committenza fotografica della DATAR in Francia alle esperienze sviluppate in Germania, Inghilterra e Olanda.
Intorno al Duemila, il paesaggio diventa così un terreno privilegiato di sperimentazione, nel quale il rigore della documentazione si intreccia con nuove forme espressive. La figura umana, a lungo evocata attraverso gli ambienti e le tracce della presenza antropica, torna progressivamente a occupare le immagini, mentre gli artisti esplorano nuove modalità narrative e recuperano materiali provenienti dagli archivi.
La rivoluzione digitale e le nuove possibilità della fotografia
Un elemento centrale della mostra è rappresentato dalla trasformazione tecnologica che, a cavallo del millennio, modifica radicalmente il linguaggio fotografico.
Come sottolinea il curatore Matteo Balduzzi, «a cavallo del millennio la fotografia vive una profonda e spettacolare trasformazione». La rivoluzione digitale mette in discussione la natura stessa del mezzo, ma allo stesso tempo ne amplia enormemente le possibilità espressive.
La maggiore precisione nella costruzione dell’immagine, le potenzialità della post-produzione e l’evoluzione delle tecniche di stampa consentono agli artisti di sperimentare formati grandi e grandissimi, fino a raggiungere dimensioni paragonabili a quelle della pittura. Si moltiplicano inoltre le ricerche sui materiali, sulle finiture, sul colore e sulle modalità di allestimento.
La fotografia acquisisce così una nuova autonomia progettuale e una centralità sempre più riconosciuta nel sistema dell’arte contemporanea. Dopo aver ricomposto una geografia del quotidiano attraverso sguardi intimi e attenti, torna a confrontarsi con il pianeta nel suo insieme, osservando le dinamiche della globalizzazione e, al tempo stesso, la frammentazione delle esperienze individuali.
È proprio in questo equilibrio tra osservazione e interpretazione, tra documento e costruzione visiva, che si sviluppa il percorso proposto al CIAC.
Diciannove artisti per raccontare un cambiamento
La mostra riunisce autori che, attraverso linguaggi e approcci differenti, hanno contribuito a rinnovare la fotografia di paesaggio, ampliandone i confini e le possibilità di lettura.
Tra i protagonisti figurano Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Guido Guidi, Paul Graham, Armin Linke, Thomas Struth e Massimo Vitali, insieme a Marina Ballo Charmet, Andrea Botto, Vincenzo Castella, Claudio Gobbi, Francesco Jodice, Paola Mattioli, Sabrina Ragucci, Filippo Romano, Marco Signorini e Alessandra Spranzi.
Le opere sono presentate attraverso serie complete e stampe di grande formato, accompagnate da brevi testi introduttivi che aiutano il visitatore a contestualizzare i singoli progetti e a comprenderne le scelte artistiche.
Anche l’allestimento è pensato per favorire un rapporto diretto con le immagini. La dimensione delle opere e la loro disposizione nello spazio invitano a un’esperienza di visione non soltanto intellettuale, ma anche fisica, capace di restituire la poetica e il metodo di lavoro degli autori.
Nel loro insieme, le fotografie testimoniano una stagione nella quale il paesaggio diventa sempre più un campo di ricerca aperto alle questioni ecologiche e sociali, alle trasformazioni dell’ambiente e alle diverse modalità con cui l’uomo abita e interpreta lo spazio.
Il CIAC rafforza il dialogo con le grandi istituzioni della fotografia
Con Paesaggi del Nuovo Millennio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno arricchisce la programmazione del CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea, confermando il proprio impegno nella promozione della cultura contemporanea e nella collaborazione con importanti istituzioni museali.
La mostra offre al pubblico umbro l’opportunità di avvicinarsi a una selezione significativa delle collezioni del MUNAF, attraverso un progetto che unisce valore storico e attualità. Le immagini non si limitano a raccontare come è cambiato il paesaggio negli ultimi decenni, ma invitano a riflettere sulle trasformazioni ancora in corso e sul ruolo della fotografia nel renderle visibili.
Un’occasione per osservare il mondo attraverso lo sguardo degli artisti e riconoscere, nelle forme del territorio, i segni dei cambiamenti che definiscono la contemporaneità.
Informazioni utili
– Mostra: Paesaggi del Nuovo Millennio. Nelle collezioni del MUNAF – Museo nazionale di Fotografia
– Curatore: Matteo Balduzzi
– Sede: CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea, via del Campanile 13, Foligno (PG)
– Periodo: dal 24 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
– Inaugurazione: sabato 24 ottobre, ore 18
– Orari: dal giovedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19
Biglietti
– Intero: 8 euro
– Ridotto A: 6 euro, per gruppi superiori a 15 persone e soci ICOM, FAI e Touring Club Italiano
– Ridotto B: 3 euro, per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni
– Gratuito: bambini fino a 5 anni, guide turistiche, giornalisti, persone con disabilità e relativi accompagnatori
Il biglietto comprende anche la visita alla collezione permanente del CIAC e all’Ex Chiesa della Santissima Trinità, che ospita l’opera Calamita Cosmica di Gino De Dominicis.
Informazioni e acquisto dei biglietti online sul sito ufficiale: www.ciacfoligno.it.
