Panicale, torna “Fili in Trama” nel segno di San Francesco

fili inn trama 2026

Dall’11 al 13 settembre la XIV edizione del Festival internazionale del merletto e del ricamo. Tre giorni tra artigianato, tradizione, arte, musica e incontri per trasformare il borgo in un grande laboratorio di bellezza

Per tre giorni Panicale si trasformerà in una trama viva di fili, mani, creatività e storie. Dall’11 al 13 settembre torna infatti “Fili in Trama”, il Festival internazionale del merletto e del ricamo giunto alla sua XIV edizione, capace ogni anno di richiamare nel borgo lacustre appassionati, artigiani, artisti e visitatori dall’Italia e dall’estero.

Botteghe, piazze, cantine e vicoli diventeranno così il teatro di un viaggio nella manualità e nella creatività, con esposizioni, dimostrazioni, workshop, mostre, spettacoli e momenti di incontro. Un festival che non si limita a celebrare un patrimonio artigianale antico, ma che punta a dimostrarne la straordinaria vitalità e capacità di dialogare con il contemporaneo.

L’edizione 2026 assume inoltre un significato particolare, rivolgendosi alla figura di San Francesco nell’anno degli 800 anni dalla sua morte. Proprio al Patrono d’Italia sarà dedicata l’apertura della manifestazione, venerdì 11 settembre alle 16 in piazza Umberto I, con l’inaugurazione di “Pax et Bonum”, mostra di mattonelle di filo ricamato, e con l’esposizione dell’“Arazzo della Pace”, realizzato dall’UDI e dalle Donne in Nero di Perugia nell’ambito del progetto nazionale “10, 100, 1.000 piazze di donne per la Pace”.

L’arazzo nasce da una vera e propria esperienza di tessitura condivisa: fasce colorate secondo i colori della Pace compongono una grande tela alla quale i visitatori saranno invitati ad aggiungere il proprio filo, trasformando il gesto artigianale in un simbolo di unione e partecipazione.

“Fili in Trama” è organizzato dal GAL Trasimeno-Orvietano, con la direzione artistica di Anna Lisa Piccioni, e si conferma anche quest’anno come strumento di valorizzazione culturale e turistica del territorio. A sottolinearlo, nel corso della presentazione in Regione, è stato il consigliere regionale Cristian Betti, che ha definito la manifestazione un appuntamento d’eccellenza per l’Umbria e un modello capace di coniugare artigianato artistico, identità culturale, turismo sostenibile e sviluppo economico.

Sulla stessa linea la direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano Francesca Caproni, che ha evidenziato la capacità del festival di produrre una concreta ricaduta sulle attività ricettive e artigianali, contribuendo contemporaneamente a rafforzare l’attrattività dell’area lacustre e orvietana e a destagionalizzare i flussi turistici.

Tre giorni di appuntamenti

Il programma prende il via venerdì con i numerosi stand espositivi, aperti fino alle 19, affiancati da un intervento musicale realizzato in collaborazione con il Festival internazionale Green Music, diretto dal maestro Maurizio Mastrini. Tra gli appuntamenti più attesi anche la tradizionale “Benedizione delle mani e della vista” per le operatrici del settore e l’incontro “Ars Panicalensis alla Fontana”, con le ricamatrici di tulle delle associazioni “Le Tullipan” e “La Trama di Anita”.

Spazio anche alla memoria del territorio con la mostra fotografica dedicata al Costume storico di Panicale degli anni Cinquanta, tema al quale è collegata la Cartolina 2026 in Ars Panicalensis da collezione, con ricamo su tulle su disegno di Cristiano Schiavolini e Paola Matteucci.

Alle 18 il gruppo folkloristico “Agilla e Trasimeno” proporrà “Il ballo del Trescome”, mentre i più piccoli potranno cimentarsi nella caccia al tesoro gratuita “Un naso che cresce, una fata che guida… e un tesoro tutto da scoprire”.

La giornata di sabato 12 settembre si aprirà alle 10 con un omaggio a Collodi nel bicentenario della nascita, attraverso la mostra “La fata turchina e Pinocchio”, con manufatti ricamati su tulle e cartoline da collezione alla Biblioteca Panzanelli. Mezz’ora più tardi, in piazza della Vittoria, spazio al laboratorio di kirigami per bambini “Le bamboline di Chiara”, con Chiara Binucci.

Sempre dalle 10 saranno proposti dimostrazioni e workshop sulla filiera completa del filo di seta, a cura dell’associazione “Spazio Donne”, mentre in piazza San Michele sarà presentata la maxi installazione in macramè “I fusi”, dedicata a Panicale e realizzata dalle “Amiche del Museo di Macramè e Margarete” di Castelgomberto.

Nel pomeriggio proseguiranno workshop e visite guidate, fino ai due appuntamenti serali: alle 18, nella Chiesa di San Michele Arcangelo, il Coro Polifonico Felciniano, diretto da Chiara Franceschelli, interpreterà “Sia Laudato San Francesco”; alle 21.30 piazza Umberto I ospiterà invece “Modella per una notte”, dedicata a cappelli realizzati con merletto, ricamo, tessitura e altre tecniche artistiche. La serata, presentata da Annalisa Baldi, vedrà anche la consegna del Premio ACTA per l’Ars Panicalensis e la speciale installazione in macramè “Intrecci al chiaro di luna”.

Gran finale domenica 13 settembre, con gli stand aperti dalle 10 alle 18.30 e un calendario ancora una volta ricchissimo. Alle 11.15, nella Collegiata di San Michele Arcangelo, si terrà la tradizionale Messa degli artisti e degli artigiani, in collaborazione con il Pan Opera Festival. Alle 12.15, al Teatro Caporali, Francesca Caprai e il fisarmonicista Alessio Passagrilli saranno protagonisti della performance teatrale “La Sorannita”.

A seguire, uno degli appuntamenti più originali dell’intera manifestazione: l’“Incredibile Concerto di fuselli”, con merlettaie e merlettai al tombolo diretti da Maria Elena Fanfani. La chiusura sarà affidata, alle 18 nella Chiesa di Sant’Agostino, al concerto di arie barocche “A pié de la Gran Croce”, ancora a cura del Pan Opera Festival.

“Fili in Trama” si conferma dunque molto più di una rassegna dedicata al merletto e al ricamo. È un percorso attraverso l’identità di Panicale, nel quale la tradizione diventa occasione di incontro, formazione e sperimentazione. Un patrimonio custodito dalle associazioni e dalle artigiane del territorio che, grazie alla manifestazione, continua a intrecciarsi con nuovi linguaggi, nuove generazioni e culture provenienti da tutto il mondo.

E proprio come un filo che, da solo, è fragile ma intrecciato ad altri diventa trama, Panicale torna a raccontare attraverso la manualità una comunità, la sua memoria e la sua capacità di guardare al futuro.

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