Proseguono gli appuntamenti del MassamARTana Festival 2026, con lo spettacolo Streghe in fuga, scritto e diretto da Tonino Tosto, in programma giovedì 10 settembre alle ore 21.15 in Piazza Giordano Bruno.
La pièce porta al centro della scena una riflessione ancora profondamente attuale sui pregiudizi, la superstizione e le persecuzioni subite dalle donne nel corso dei secoli, restituendo voce a figure femminili spesso semplici e indifese, trasformate dalla paura e dall’ignoranza in pericolose “streghe”.
Sul palco Marina Vitolo, Titti Cerrone, Flavia Di Domenico, Rita Gianini e Domenico Astone interpretano una galleria di personaggi femminili costantemente in fuga, braccati dalla minacciosa presenza di un banditore inquisitore. L’allestimento richiama il modello del carro della Commedia dell’Arte, trasformando lo spazio scenico in un luogo sospeso nel tempo, dove contastorie senza confini raccontano vicende tragicomiche attraverso il linguaggio delle maschere.
A completare la rappresentazione sono le musiche e le canzoni originali di Michele Tantillo, eseguite dal vivo, che accompagnano e sottolineano i diversi momenti della narrazione.
Dalle guaritrici alle “streghe”
Il percorso proposto da Streghe in fuga parte da una pagina drammatica della storia europea. Nel 1275, con la vicenda di Angéle de la Barthe, indicata come la prima donna condannata al rogo con l’accusa di stregoneria, prende forma l’archetipo della “strega”.
La narrazione attraversa quindi i secoli delle guerre di religione, tra XV e XVII secolo, quando in Europa si moltiplicarono i processi contro donne accusate di pratiche magiche e diaboliche. Tra le vittime vi furono spesso levatrici e guaritrici, donne che nella civiltà contadina possedevano conoscenze sulle erbe, sugli unguenti e sui decotti e rappresentavano una risorsa fondamentale per la comunità.
Dietro l’accusa di stregoneria, lo spettacolo mette così in evidenza anche il timore verso una competenza femminile autonoma e verso forme di emancipazione difficili da accettare nella società dell’epoca.
Una persecuzione che cambia volto
Nella seconda parte, Streghe in fuga compie un salto temporale e approda all’inizio del Novecento, durante la Belle Époque. Tra café-chantant e operette, il racconto mostra come la persecuzione delle donne possa assumere forme diverse pur mantenendo alla base gli stessi meccanismi di esclusione e demonizzazione.
Ai roghi della storia si sostituisce progressivamente un’altra forma di emarginazione: la reclusione nei manicomi, trasformando così la vicenda delle “streghe” in una riflessione più ampia sulla violenza esercitata dalla società nei confronti di chi non si conforma ai suoi modelli.
Con il linguaggio della Commedia dell’Arte, l’ironia e la musica, Streghe in fuga affronta dunque una pagina dolorosa del passato per interrogare il presente e ricordare quanto facilmente pregiudizio e paura possano trasformarsi in persecuzione.
Appuntamento: giovedì 10 settembre 2026, ore 21.15
Luogo: Piazza Giordano Bruno, Massa Martana
Spettacolo: Streghe in fuga
Scritto e diretto da: Tonino Tosto
Musiche originali: Michele Tantillo
