Ci sono luoghi in cui la tradizione non è soltanto un ricordo da conservare, ma un sapere vivo che continua a prendere forma ogni giorno. Nel cuore di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, l’Antica Stamperia Artigiana Marchi custodisce uno straordinario esempio di questa continuità: una bottega attiva dal 1633, dove i tessuti vengono ancora preparati con un antico mangano azionato dalla forza umana e decorati interamente a mano, secondo tecniche tramandate di generazione in generazione.
Il vero protagonista è proprio il mangano, una macchina storica considerata un esemplare unico al mondo ancora funzionante. Ma la particolarità della stamperia non si esaurisce nella sua presenza: è l’intero ambiente artigianale a raccontare una storia ininterrotta, nella quale strumenti secolari, materiali naturali e gesti sapienti continuano a trasformare una semplice tela in un manufatto di grande valore culturale.
Il mangano del 1633, una macchina unica al mondo
La data che segna l’inizio di questa storia è il 17 marzo 1633. I documenti conservati dal Comune di Santarcangelo di Romagna attestano che in quel giorno fu autorizzata la costruzione del mangano, destinato alla lavorazione e alla finitura dei tessuti. A richiederne la realizzazione fu il tintore Fiore Melini, che ottenne anche il privilegio di esercitare questa attività in esclusiva per venticinque anni.
Non si tratta di una macchina semplicemente collocata in un laboratorio già esistente. Il mangano richiese uno spazio appositamente concepito per accoglierlo, tanto sono imponenti le sue dimensioni e particolare il suo funzionamento. L’edificio e il macchinario costituiscono così un insieme inscindibile, progettato attorno alle esigenze di una lavorazione che, per secoli, ha rappresentato una fase fondamentale nella preparazione delle stoffe.
Il cuore del sistema è una grande ruota di legno, messa in movimento dalla forza umana. Camminando al suo interno, l’operatore imprime il movimento al meccanismo, che permette a un pesante elemento lapideo di scorrere sui rulli di legno, detti subbi. La tela, avvolta sui rulli, viene sottoposta a una pressione costante che ne compatta la trama, la ammorbidisce e le conferisce una superficie liscia e lucente.
Questa operazione, tradizionalmente chiamata follatura o manganatura, non è dunque una semplice stiratura: prepara il tessuto a ricevere la decorazione e contribuisce alla qualità del risultato finale. Il mangano viene utilizzato ancora oggi, mantenuto in attività proprio grazie alla continuità del lavoro artigianale che ne ha preservato l’integrità nel corso dei secoli.
La sua unicità sta anche in questo: non è un reperto museale fermo nel tempo, ma uno strumento che continua a svolgere la funzione per cui fu costruito quasi quattrocento anni fa.
Dalla tela grezza alla decorazione: una lavorazione interamente manuale
Alla Stamperia Marchi, il processo produttivo segue ancora una sequenza di lavorazioni che unisce preparazione, precisione e manualità. I tessuti selezionati vengono prima trattati con il mangano, così da renderli più compatti, morbidi e luminosi. Soltanto dopo questa fase possono ricevere le decorazioni, applicate con antichi stampi in legno.
È qui che entra in gioco la maestria dello stampatore. Gabriele Marchi imprime i disegni sulla stoffa utilizzando timbri intinti nel colore e battuti con un pesante mazzuolo. Ogni gesto richiede esperienza, ritmo e precisione: la pressione deve essere uniforme, il disegno correttamente allineato e il colore distribuito in modo da ottenere una decorazione armoniosa.
Il patrimonio della bottega comprende circa 2.000 stampi, molti dei quali testimoniano epoche e sensibilità artistiche differenti. Vi si trovano motivi ispirati alla tradizione medievale, simboli legati alla storia delle signorie italiane, decorazioni liberty e disegni più moderni, nati anche dalla collaborazione con artisti contemporanei. Gli stampi sono parte di un archivio prezioso che documenta l’evoluzione dell’arte decorativa romagnola.
Il colore a ruggine e la ricetta segreta tramandata nel tempo
Uno degli elementi che rendono riconoscibili le stoffe della stamperia è il caratteristico colore ruggine, una tonalità calda e intensa legata alla tradizione tessile romagnola.
La preparazione dei colori segue procedimenti antichi, basati su ingredienti semplici e naturali. Secondo la tradizione custodita dalla famiglia Marchi, gli impasti comprendono anche acqua e farina, utilizzate nella preparazione del colore secondo una ricetta segreta tramandata nel corso delle generazioni. Le proporzioni e i passaggi che permettono di ottenere il risultato desiderato restano parte del patrimonio di conoscenze della bottega.
Alla stampa segue una fase altrettanto importante: il fissaggio. È questo trattamento, eseguito con un procedimento antico custodito dalla famiglia, a rendere il colore resistente e durevole, preservando nel tempo la qualità della decorazione.
Il risultato è una stoffa che conserva le caratteristiche del lavoro artigianale: piccole peculiarità nella stampa, sfumature e dettagli che raccontano l’intervento della mano umana e distinguono ogni manufatto dalla produzione industriale.
Quattro secoli di storia, una famiglia e un patrimonio da tramandare
La storia della stamperia è anche quella di una famiglia che ha scelto di custodire e rinnovare un mestiere antico. Oggi Lara e Gabriele Marchi proseguono una tradizione che ha attraversato diverse generazioni, mantenendo vivo un patrimonio di tecniche, disegni e conoscenze che rischierebbe altrimenti di scomparire.
La bottega, situata in via Cesare Battisti 15, nel centro storico di Santarcangelo, è stata riconosciuta dal Comune come bottega storica e ha ricevuto nel 2019 l’Arcangelo d’Oro, riconoscimento attribuito alla famiglia per il ruolo svolto nella conservazione della stampa a ruggine e nella valorizzazione della cultura locale. Nel 2023, in occasione dei 390 anni del mangano, la stamperia ha inoltre ricevuto la targa di Bottega storica dell’Emilia-Romagna. È iscritta anche al Registro delle imprese storiche delle Camere di Commercio d’Italia.
L’attività non si limita alla produzione e alla vendita di tessuti per la casa e per la persona. La stamperia è anche un luogo di memoria e divulgazione, aperto a visite guidate per singoli e gruppi su prenotazione, durante le quali è possibile conoscere da vicino gli strumenti e le fasi della lavorazione.
Visitare questo laboratorio significa entrare in contatto con una parte della storia produttiva italiana, ma anche comprendere quanto sia importante mantenere vivi i mestieri tradizionali attraverso il loro esercizio quotidiano.
In un’epoca in cui la velocità e la riproducibilità industriale dominano la produzione, l’Antica Stamperia Marchi dimostra che la qualità può ancora nascere dalla lentezza, dalla conoscenza dei materiali e dalla fedeltà a un sapere condiviso. Il mangano del 1633, costruito per essere utilizzato e ancora oggi al lavoro, ne è il simbolo più eloquente: una macchina che non si limita a raccontare il passato, ma continua a farne parte.
Per chi ama i borghi, l’artigianato e le storie autentiche dei territori, la stamperia rappresenta una tappa di particolare interesse nel viaggio alla scoperta della Romagna. Un luogo da conoscere e raccontare anche su Umbria e Cultura, perché la valorizzazione delle tradizioni italiane passa attraverso la scoperta di queste piccole, straordinarie realtà.
Informazioni per la visita
– Dove: Antica Stamperia Artigiana Marchi, via Cesare Battisti 15, Santarcangelo di Romagna (Rimini).
– Telefono: 0541 626018.
– Visite guidate: disponibili su richiesta, per singoli e gruppi.
– Sito ufficiale: www.stamperiamarchi.it.
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