“Raffaello. Il genio sensibile” l’Umbria di Raffaello nel documentario in onda su RaiTre

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Perugia, Spello e Civitella del Lago nel documentario dedicato a Raffaello in onda domenica su RaiTre

 

La trasmissione del documentario “Raffaello. Il genio sensibile” sarà, a tutti gli effetti, l’evento che, per primo, aprirà le celebrazioni del cinquecentenario della morte del grande pittore urbinate.

La messa in onda su RaiTre è programmata per le ore 23:50 del 5 aprile 2020, proprio per celebrare la data del 6 aprile, fatalmente data sia di nascita che di morte, a 37 anni di distanza, di Raffaello Sanzio.

Il documentario “Raffaello. Il genio sensibile”, prodotto dalla Sydonia Production per la regia di Luca Trovellesi Cesana e la sceneggiatura di Claudio Centioni, vede la consulenza scientifica e il ruolo di host dello storico dell’arte Luca Tomìo.

Della durata di 90 minuti, il docufilm toccherà i luoghi più significativi per la formazione e la produzione di Raffaello, con uno speciale sguardo sull’Umbria che lo accolse poco più che fanciullo nella bottega del Perugino che tanto ispirò la sua prima produzione ed il cui stile fu rielaborato ed interpretato dal geniale Raffaello.

Sarà presente quindi Perugia, con San Francesco al Prato, San Severo, i palazzi Ansidei di Catrano e Conestabile della Staffa e l’oratorio di Sant’Agostino, nel quartiere di Porta Sant’Angelo dove Pintoricchio aveva la sua bottega e dove, proprio Tomìo, ha recentemente rilanciato la scoperta che fece Filippo Todini negli anni ’70, attribuendo l’affresco della Crocifissione ad un Raffaello diciassettenne, di cui si riconosce la mano felice, pur ancora sotto l’influenza dei suoi maestri, Pintoricchio e Perugino, appunto.

Raffaello, nel suo soggiorno umbro, diversamente da quanto riferito da Vasari, non è stato solo allievo del Perugino, ma è stato favorito nel suo ingresso a Perugia da un maestro del calibro di Pinturicchio, senza dimenticare gli influssi ricevuti da Luca Signorelli a Città di Castello e Orvieto, per poi sviluppare un proprio stile che influenzerà, per anni, le produzioni pittoriche cinquecentesche, nonostante la sua prematura morte.

Dopo Perugia sarà presente Spello, con la Cappella Baglioni, all’interno della Collegiata di Santa Maria Maggiore, che presenta un ciclo di affreschi del Pinturicchio eseguiti tra il 1500 ed il 1501, raffiguranti l’Annunciazione, la Natività e la disputa di Gesù tra i dottori.

Seguendo le tracce di Raffaello sarò poi la volta di Civitella del Lago, incantevole borgo sul lago di Corbara. Qui Luca Tomìo avrà l’opportunità di entrare in uno studio di cartografia, ospite di Sergio Trippini, dove avrà accesso ad alcune preziose antiche carte geografiche, al fine di ripercorrere gli spostamenti del pittore urbinate, i cui destini, negli efferati primi mesi del 1503, si incrociano con quelli di Cesare Borgia, Giampaolo Baglioni, Machiavelli e Leonardo da Vinci.

Troppo poco della produzione umbra di Raffaello è rimasto nei luoghi d’origine: per Città di Castello erano state realizzate la Pala di San Nicola da Tolentino, danneggiata da un terremoto alla fine del ‘700 e ora frammentata in vari musei, la Crocifissione che realizzò per la famiglia Gavari ora alla National Gallery di Londra e lo Sposalizio della Vergine ora alla Pinacoteca di Brera a Milano; per Perugia Raffaello dipinse due pale fatte realizzare dalle figlie di Braccio Baglioni: per suor Ilaria Baglioni la Pala Colonna, ora al Metropolitan Museum di New York, e per sua sorella Leandra l’Incoronazione della Vergine in San Francesco al Prato, la Pala Baglioni è oggi alla Galleria Borghese e la Pala Ansidei alla National Gallery di Londra mentre nei Musei Vaticani è possibile ammirare la Pala della Madonna di Foligno, commissionata da Sigismondo De’ Conti.

Benedetta Tintillini

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