Il 4 maggio a Terni lo spettacolo “Circus” del Progetto Mandela reinterpreta Pinocchio tra sogni, illusioni e realtà contemporanea.
Al Teatro Secci il sipario sta per alzarsi su un mondo sospeso tra sogno e inquietudine. Lunedì 4 maggio alle ore 21 va in scena “Circus – Racconto di sogni, stranezze e inquietanti avventure nel Circo di Balocchi”, spettacolo conclusivo dei laboratori 2025/2026 del Progetto Mandela, realizzati grazie al contributo dell’8×1000 della Chiesa Valdese.
Non è un semplice saggio teatrale, ma un viaggio collettivo che affonda le radici in Le avventure di Pinocchio, nel bicentenario della nascita del suo autore, Carlo Collodi. Da quel testo immortale prende forma una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: come sarebbe oggi il Paese dei Balocchi?
La risposta si sviluppa in scena come un racconto fluido, dove i personaggi archetipici di Collodi si muovono in un presente che li trasforma e li rende sorprendentemente attuali. Il circo diventa così metafora potente del nostro tempo: uno spazio in bilico tra successo e fallimento, tra illusione e disincanto, tra risate e crepe invisibili. Un meccanismo affascinante, capace di attrarre e allo stesso tempo imprigionare, proprio come una società che oscilla tra nostalgia e desiderio di affermazione.
A rendere ancora più intenso lo spettacolo è la sua natura corale. “Circus” nasce infatti dal lavoro condiviso dei laboratori attivi da ottobre: recitazione, drammaturgia, costumi e comunicazione. Sul palco non ci saranno solo i giovani partecipanti, ma anche molti “vecchi ragazzi”, ex membri che negli anni hanno attraversato il percorso del Progetto Mandela, creando un ponte tra generazioni.
Un passaggio che si carica di significato nelle parole di Irene Loesch, tra i fondatori dell’associazione: partecipare allo spettacolo insieme ai giovani sarà anche un modo per ritrovarsi e ricordare Marcello Ricci e Michele Meschini, figure centrali nella storia del gruppo, a cui lo spettacolo è dedicato.
Dietro il debutto di “Circus” c’è un anno intenso di attività, che conferma il ruolo del Progetto Mandela come punto di riferimento culturale per il territorio. Dai laboratori teatrali per studenti realizzati con Adisu Umbria, culminati nella performance “Brain Drain” sul tema della fuga dei cervelli, fino alle iniziative pubbliche: la presenza in piazza il 25 novembre con Terni Donne per la Giornata contro la violenza sulle donne, lo spettacolo “I Pirati dell’Edelweiss” per il Giorno della Memoria, e la partecipazione al festival “(R)esistenze Femministe” l’8 marzo.
Non solo teatro, ma anche spazi di espressione come “Mandela Open” e nuovi progetti come “Bibliomandela”, pensato per promuovere la lettura e i temi dei diritti attraverso la biblioteca del Centro Nelson Mandela.
“Circus” arriva dunque come punto di arrivo e, allo stesso tempo, nuovo inizio. Un racconto che mescola sogni e inquietudini, capace di parlare a chi sale sul palco e a chi resta in platea. Perché, in fondo, il Paese dei Balocchi non è mai davvero scomparso: ha solo cambiato forma.
