Dal 17 ottobre 2026 al 7 gennaio 2027 la Sala delle Pietre ospita la mostra fotografica Susan Bridges dedicata al controverso capolavoro di Michael Cimino. All’inaugurazione sarà presente anche Jeff Bridges
Todi si prepara ad accogliere un progetto espositivo che intreccia cinema, fotografia e memoria. È “Susan Bridges: Heaven’s Gate”, la mostra fotografica curata da Gianluca Marziani, che sarà inaugurata il 17 ottobre 2026 nella trecentesca Sala delle Pietre e resterà aperta fino al 7 gennaio 2027.
L’esposizione, presentata per la prima volta in Europa dopo l’anteprima americana, nasce dallo sguardo della fotografa statunitense Susan Bridges, formatasi all’Art Center College of Design e al CalArts. Sposata con l’attore Jeff Bridges, tra i protagonisti del film, Susan Bridges ha seguito da vicino la complessa e travagliata lavorazione di Heaven’s Gate (I cancelli del cielo), il kolossal diretto da Michael Cimino nel 1980.
La mostra porta dunque a Todi non soltanto una serie di fotografie, ma la testimonianza di una delle produzioni più discusse della storia di Hollywood, divenuta nel tempo una vera e propria vicenda emblematica del cinema americano.
Dal flop al film di culto
Ambizioso, monumentale e caratterizzato da una lavorazione particolarmente complessa, Heaven’s Gate si rivelò inizialmente un clamoroso insuccesso commerciale. Nel corso degli anni, tuttavia, il film è stato progressivamente riconsiderato, fino ad assumere lo status di opera di culto e di lezione di cinema, anche per la sua rappresentazione del mito della frontiera americana.
È proprio all’interno di questa vicenda che si colloca il lavoro di Susan Bridges. Le sue fotografie non intendono semplicemente documentare il set, ma restituiscono la dimensione umana, fisica e spettacolare di una produzione cinematografica fuori dall’ordinario.
Volti, paesaggi, gruppi di attori e comparse, momenti della lavorazione e grandi scenari compongono un racconto parallelo a quello del film, capace di restituire l’atmosfera di un’epoca e la complessità di un’avventura cinematografica destinata a entrare nella storia.
Il set visto attraverso il bianco e nero
Particolarmente significativo è il linguaggio fotografico scelto dall’autrice. Susan Bridges utilizza una fotocamera panoramica Widelux e il bianco e nero, creando un netto contrasto con la ricca tavolozza cromatica del film.
Come sottolinea il curatore Gianluca Marziani, questa scelta permette di trasformare la memoria del set in un autonomo oggetto artistico. Lo sguardo della fotografa assume una dimensione quasi impressionista e dialoga con la fotografia di Vilmos Zsigmond, contribuendo a restituire la potenza visiva del western metafisico di Cimino.
Le immagini diventano così un vero e proprio romanzo visuale, nel quale panorami e ritratti si alternano a paesaggi maestosi e fisionomie destinate a imprimersi nella memoria. Tra i protagonisti degli scatti anche volti che sarebbero diventati celebri e futuri premi Oscar, insieme alle numerose comparse che contribuiscono a restituire la dimensione corale dell’epopea cinematografica.
Una mostra nata dalla comunità internazionale di Todi
L’arrivo del progetto a Todi si inserisce nella vocazione della città a ospitare iniziative legate alla cultura internazionale.
«Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare questo progetto sulla storia del cinema e dell’arte visiva», dichiara il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano, sottolineando come l’iniziativa sia nata anche grazie ai contatti della comunità internazionale che risiede in città. Un progetto che, secondo il primo cittadino, contribuisce a qualificare ulteriormente il calendario dei grandi eventi ospitati da Todi nel corso degli ultimi decenni.
Per Marziani, il lavoro di Susan Bridges compie invece un’operazione particolare sulla fotografia di scena, trasformandola in uno slittamento verso un linguaggio autonomo, giocato sulle infinite gradazioni del grigio. Un portfolio che, nelle parole del curatore, finisce per interrogare il senso stesso del mito americano, là dove ingegno e utopia potevano ancora dialogare alla pari.
Il film al cinema Nido dell’Aquila
Il progetto espositivo sarà accompagnato da un appuntamento cinematografico che permetterà di completare il racconto.
Domenica 18 ottobre alle ore 18, il giorno successivo all’inaugurazione della mostra, il cinema Nido dell’Aquila di Todi ospiterà infatti la proiezione di Heaven’s Gate nell’ultima versione restaurata.
Alla proiezione saranno presenti Jeff e Susan Bridges, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire ulteriormente la storia del film e il particolare punto di vista della fotografa che ne ha seguito da vicino la lavorazione.
La mostra di Palazzo delle Pietre diventa così un’occasione per riscoprire, attraverso la fotografia, un capitolo controverso e affascinante della storia del cinema: quello di un film che, nato come titanica sfida produttiva, ha attraversato il tempo trasformando il proprio travagliato destino in parte integrante del mito.
